6 tipologie di haters

Dicono che quando hai un hater significa che sei famoso. Io non credo d’esserlo, macino numeri ancora troppo piccoli. Nonostante ciò, nel mio piccolo spazio divulgativo, riesco ad averne qualcuno. Non tanti: grazie al Signore ho una community splendida e gli haters rappresentano una percentuale irrilevante.
Nella foto allegata a questo post ho inserito solo alcuni commenti, i più decenti. Gli altri sono finiti automaticamente nello spam di YouTube o nella sezione (visibile ai creators) “in attesa di revisione” che di solito cancello. Altri ho preferito cancellarli.

Gli hater sono persone che generalmente disprezzano, diffamano o criticano distruttivamente una persona, un lavoro o un concetto in particolare“. La definizione non è mia, ma l’ho recuperata da questo link. Credo che in essa sia descritta tutta l’attività degli odiatori.
Ma perchè una persona decide d’essere un hater?

Dietro questo comportamento ci sono diversi fattori che, ahimè, portano gli odiatori a perdersi il bello di un rapporto umano. Ogni scusa è buona per distruggere. Non dimentichiamoci che i famosi leoni da tastiera diventano (nel loro modo di vedere) dei predatori perché si ritengono immuni dall’essere rintracciati o semplicemente perché si sviluppa la teoria del branco. Tutti odiano, odio anche io. Allo stadio molti urlano contro la polizia, quindi intono slogan contro di loro anche io. Senza il supporto del branco che si forma in uno stadio, nessuno sano di mente si metterebbe ad urlare in solitudine contro un poliziotto incontrato per strada.

Gli haters non sono necessariamente persone cattive: tutti noi abbiamo bisogno nella nostra vita di una valvola di sfogo e, a volte, il divulgatore diventa il loro punto di riferimento sul quale fare perno e liberare le frustrazioni che, parecchie volte, l’hater non sa ancora di possedere perché non le ha ancora elaborate. Nel mio piccolo ho potuto notare che generalmente sono adolescenti o poco più.
Questo
mi rattrista. Qualche volta ho scoperto che si tratta di adulti che evidentemente non hanno la sensibilità o la maturità di elaborare un disagio. Raramente ho trovato persone ignoranti della materia che ti attaccano così… per hobby. Generalmente molti si sono lasciati facilmente influenzare da mode del momento; a loro il trigger si scatena col solo leggere i titoli dei post o con la sola visione delle grafiche di un contenuto.

Ho provato a classificare gli haters che mi disprezzano. Quindi ciò che sto per descrivere fa riferimento solo a quelli che ho incrociato sul mio cammino.

1. Il sig. Precisetti. Sono hater che colgono la minima sfumatura ambigua o imprecisione per attaccarti. Dovete sapere che parlare davanti ad una videocamera è difficile; si deve tener conto della posizione, del controllo del tono della voce, delle luci, del contenuto da dire, della frase successiva da pronunciare. Provateci voi a fare un discorso davanti ad una videocamera sapendo che ciò che dici verrà ascoltato da qualche migliaio di persone.
Non essendo un professionista del settore, capita che qualcosa venga detta fuori posto. Es. dopo aver letto i valori di ping che sono 12 ms, io nel video dico per errore che quel valore è di 10 ms.
Apriti cielo: “Francesco… fai schifo! Hai detto 10 ms anziché 12 perchè speri così di influenzare la gente! Gente come te dovrebbe sparire da YouTube

2. Disinteressato superficiale. Questo tipo di hater non sa nemmeno cosa sta guardando/leggendo. Ha letto (pure male) il titolo o il post, ha associato il contenuto alla perversione che ha in testa e attacca così… gratis. Un esempio? Io cito la legge in merito alle sanzioni che possono essere comminate a chi paga canoni illeciti a “spacciatori” di abbonamenti pirata; loro capiscono che li sto perseguitando e li andrò a trovare in casa.
Vivendo nella sua natura di disinteressato, molte volte il “disinteressato superficiale” non ti risponde nemmeno dopo che hai dato lui la spiegazione. Il disinteressato superficiale evoluto (quello che non versa in condizioni gravi, ma è pur sempre un hater) risponde, dopo averti insultato, con un generico “ho espresso le mie opinioni; c’è libertà di espressione oppure mi vuoi togliere anche quella?”. Di solito faccio notare che la libertà d’espressione e di opinione non significhino necessariamente libertà di insultare il prossimo.

3. Insultatore seriale; è colui che passa il tempo ad insultare gratis la gente. Non gli importa il contenuto sul quale si esprime, non gli importa della persona, non gli importa nemmeno il tema. Lui apre il PC (o smartphone o quello che vuole), raggiunge la vittima di turno e la insulta!
È evidente che non ha ancora avuto modo di elaborare il suo disagio. E attenzione: se legge queste righe lui è cosciente di non avere nulla che non vada bene. Però dovrebbe chiedersi perchè passa il suo tempo ad insultare qualcun altro.
Qui, l’esempio di un presunto adolescente al quale poco prima avevo spiegato che non lo banno perchè ha un percorso di vita da affrontare e che probabilmente ha bisogno di migliorare il proprio approccio comunicativo. In questo insulto si nota la forte presenza di una scarsa cultura dell’italiano, di un odio immotivato, di una non comprensione del messaggio trasmesso. Il tutto motivato da presunti miei accenti sbagliati, dal fatto che sono troppo vecchio per stare su YouTube e soprattutto dal fatto che non sono ricco!

4. L’italianista puro. Questa tipologia di hater è di nicchia, non ne esistono molti e probabilmente nel leggere questo post si arrabbierà tantissimo perché uso il termine hater anziché odiatore. Caro amico, io sono ITALIANO e mi esprimo in italiano (al netto di qualche strafalcione). Nell’italiano ci sono parole mutuate da altre lingue, principalmente dall’inglese. Certo potrei dire “test di velocità” anziché speed test ma se seguo questa logica dovrei dire anche topo laddove intendo mouse. Ammetto che comunque un certo limite occorre a volte darselo. Esagerare con gli inglesismi è sbagliato. Tuttavia, caro hater, come me lo traduci in maniera facile il termine ping? E soprattutto, mi faresti notare il tuo disappunto con frasi che non contengono insulti? Please?!?

5. Complottisti. Sono le categorie di hater più deboli di questo elenco ma anche i più difficili da affrontare. Ci sono tre tipi di complottisti: il non consapevole, il consapevole e il nostalgico.
Complottista inconsapevole: è colui che si è fatto abbindolare da qualcun altro e basa il suo odio sulla non conoscenza. Un esempio lampante è il complottista che pensa davvero che le onde del 5G uccidano gli uccelli in volo, salvo poi contraddirsi palesemente quando afferma che le onde del 5G (che lui chiama in maniera errata radiazioni) sono la causa degli abbattimenti degli alberi. Facciamo chiarezza: ma se le onde sono così potenti da uccidere gli uccelli in volo perchè vengono ostacolate anche dalle foglie di una betulla?
Nel dubbio l’hater complottista inconsapevole ti insulta anche se gli fai notare questi piccoli semplici particolari. Inoltre, l’inconsapevole viene qualche volta osservato mentre si aggira nel suo territorio cercando di bruciare le antenne 5G che in realtà sono 4G e gli danno connessione (che tristezza).
Complottista consapevole: è pericoloso perchè sa di spargere bufale e odio con la cattiveria di chi vuol fare del male a qualcuno. Senza nessun tipo di frustrazione. Nessuna mancata elaborazione di disagio. È un folle lucido. Lui divide, non unisce. Nella differenza e nella non conoscenza trova terreno fertile per fare crescere l’odio. Generalmente sto molto lontano da loro e una manciata di questa genere di hater l’ho bannata dai social che frequento.
Complottista nostalgico: mi insulta in maniera affettuosa ma non ha davvero nulla contro di me e lo si nota subito. Perché mi sminuisce disprezzando la mia divulgazione solamente perchè lui insegue una verità assoluta. Non si accontenta di mezze misure. Per lui tutto è un complotto teso a nascondere le verità. E lui la verità la difende insultando tutti quelli che non la pensano come lui.

6. Il complottista naturalista. Parlo di tecnologia nel mio blog e lo ammetto: benché attratto da essa, anche io ogni tanto cerco un attimo di distacco. Questo perché credo che ci debba essere un uso educato e non sfrenato alla tecnologia. Stare ore e ore davanti ad un device è potenzialmente pericoloso se non hai la maturità di poter capire che oltre lo smartphone c’è un mondo bello da scoprire. Questo credo che rappresenti un pensiero sano.
Il complottista naturalista “droga” questo pensiero rigettando qualsiasi innovazione tecnologica. E sia ben chiaro: questo suo pensiero lo divulga grazie ad internet (magari al 4G). Non volendo favorire il progresso tecnologico, usa uno smartphone non costoso (un Huawei o Samsung usato di bassa lega) ma che sarebbe stato avveneristico 5 anni fa.
Ripudia il 5G ma usa il 4G
che avrebbe evitato volentieri quando c’era il 3G
che avrebbe evitato a suo volta quando c’era il 2G
che avrebbe evitato volentieri se c’era il GSM
che avrebbe evitato volentieri se non ci fossero stati i telefonini,
che avrebbe evitato volentieri se ci fosse stato solo il fisso
che avrebbe evitato volentieri se ci fosse stata solo la TV
che avrebbe evitato volentieri se ci fosse stata solo la Radio
che avrebbe evitato volentieri se ci fossero stati solamente i segnali Morse
che avrebbe evitato volentieri se ci fossero stati solo i piccioni viaggiatori
che avrebbe evitato volentieri se …
Evita tutto e ritorna e il suo modo di ritornare alla natura è quello di usare capi d’abbigliamento che crede che siano stati prodotti a mano intrecciando davvero delle fibre vegetali, suonando una chitarra che crede davvero sia stata creata a mano da un intagliatore del legno, che si costruisce la sigaretta per non alimentare l’industria dei tabacchi (e chi glielo confeziona il tabacco?). Tutto un controsenso ma, lo ammetto, questo tipo di hater mi sta simpatico. Se solo non insultasse!!!

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