Il galateo secondo LinkedIn

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Da tempo cerco una nuova “casa virtuale”, uno spazio da frequentare che sia privo dei fenomeni importati da certi format televisivi, come l’arroganza, il preconcetto, l’esclusione del diverso, il forzare i toni della conversazione portandoli allo scontro.

Oltre ad avere un dialogo sereno, avverto anche la necessità di ricevere, nel mio feed, notizia vere che arricchiscono chi le legge e soprattutto interessanti. Talmente tanto che non mi deve bastare leggere solo il titolo di una news ma questa deve attrarmi fino al punto che la debbo leggere.

A livello social sono nato su Facebook nel 2004. Oggi dopo 16 anni posso serenamente affermate che per carpire utili informazioni e argomenti d’interesse, la piattaforma mi costringe costantemente a virtuosi dribbling. Per raggiungere una notizia d’interesse, purtroppo, debbo schivare invettive, fake news (ma quante ne vengono pubblicate su Facebook?), complottisti, bulli, negazonisti, terrapiattisti, razzisti e così via.

Avevo rivolto l’attenzione verso Instagram ma, diciamocelo pure: questo social non fa per me. Scrollare un feed di foto e occasionalmente effettuare il doppio tap per farmene piacere una lo vedo come un mero allenamento per il pollice destro, chiamato appunto a scrollare come se non ci fosse un domani. Idem per Tik Tok il quale aggiunge a questa azione anche dubbi in merito allo spionaggio dei nostri dati.

Twitter lo considero un social strano, non mi attrae davvero. Non fa per me. Youtube è attualmente la mia piattaforma preferita ma, avendo una community di oltre 17.000 persone, purtroppo ho anche degli haters che mi seguono.

Recentemente sto scoprendo Linkedin. In questo social ho avuto un solo piccolo screzio con un negazionista complottista, ex medico radaiato dall’ordine dei medici. Nulla di più. Notizie interessanti e rete di contatti che, diciamocelo pure, fa sempre piacere avere.

Recentemente Linkedin, al fine di eliminare tutti i difetti tipici di un social frequentato dalla qualunque, ha pubblicato una informativa alla community che, secondo il mio avviso, dovrebbe essere adottata da tutti (Facebook per prima). E funziona!

Un mio contatto, dopo la pubblicazione di un post, è stato oggetto di critiche violente. Tranquilli, sempre meno violente e sessiste di quelle che si leggono su Facebook (ma quante volte sto nominando Facebook?). Dopo aver segnalato a LinkedIn questa situazione è stata … udite udite … contattata dal social che, insieme, hanno ricostruito la rete dei maleducati.

Vi invito a leggerlo il manifesto di Linkedin (LINK). Descrive un social che si pone come un esempio di educazione e rispetto verso tutti.

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