Una casta da proteggere

Nei giorni scorsi, Punto-informatico.it ha pubblicato un interessante articolo con un inquietante titolo: “La Camera manda avanti il DDL anti-blog“. La Camera sta portando avanti un disegno di legge che costringerebbe qualunque gestore di blog o sito web grado di generare introiti a registrarsi presso il Registro degli Operatori di Comunicazione (ROC).

Contrariamente a quanto scrivono altri siti, i quali affermano che basterebbe la sola presenza di un banner ad-sense per far scattare l’obbligo d’iscrizione, leggendo attentamente quanto sopra evidenziato, si deduce che il Legislatore esprima il concetto di potenzialità di un sito nell’introitare dei guadagni. Anche un blog senza pubblicità, qual è il mio, potrebbe essere costretto ad una registrazione obbligatoria che, parrebbe essere, abbastanza lunga e burocraticamente parlando, pesante.

La registrazione, inoltre, comporterebbe un’ulteriore incombenza a carico del blogger: la responsabilità di quanto si scrive. Bene, anzi male: nello scrivere potrei urtare la suscettibilità di una casa produttrice di un qualcosa nel momento in cui recensisco un prodotto ritenendolo non valido. A chi afferma, invece, che ognuno deve prendersi la responsabilità di ciò che scrive, rispondo che questo principio è sacrosanto ma alle stesse persone controbatto il fatto che il mio lavoro non può essere paragonato a quello di un giornalista, il quale è un professionista pagato e, si presuppone, scriva con una più alta cognizione di causa rispetto alla mia.
Insomma, il blog è uno spazio nel quale si raccolgono o si commentano delle notizie. L’insieme dei blog forma la blogosfera che è uno spazio a carattere social. Ci sono aziende (vedi Apple) che prima di sfornare dei prodotti ascoltano attentamente le opinioni (e i commenti dei post) e le esigenze dei blogger e poco si fidano degli articoli (talvolta paragonabili a marchette) di giornali autorevoli. Ma questo il nostro Legislatore non importa perchè  intento a proteggere la categoria dei giornalisti che, salvo qualche rara eccezione, sono incompetenti in materia informatica e, normalmente, si espongono a figure di colossale ignoranza.

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