La Facebook mania

facebookSono iscritto da circa un mese su Facebook, trascinato dalla recente febbre che sembra aver contagiato parecchi miei amici.
In un primo momento sono stato molto scettico nell’usarlo, perché l’idea di un social network che serva per far incontrare persone che, invece, potrebbero frequentarsi nella vita reale, mi fa rabbrividire. Lo scopo di Facebook, comunque, è soprattutto quello di permettere ai partecipanti di re-incontrare vecchie conoscenze scolastiche che il tempo ha provveduto a dividere.

Dopo essermi iscritto, il sistema mi ha proposto subito alcune mie possibili conoscenze e, con grande sorpresa ho constatato che più della metà di esse, effettivamente le conoscevo. L’emozione è stata ancor più grande quando ho visto nominativi di gente che non incontravo da oltre vent’anni! Allora ho capito: questa è la forza di Facebook: far leva su un’emozione legata ad un lontano ricordo, sia esso piacevole o meno. Proprio l’emotività è, secondo me, il carburante di questo social network: re-incontrare vecchie amicizie, creare o partecipare a gruppi particolari (associazioni, diplomati in un certo anno, ecc…), propinare cause più o meno utili e partecipare a quiz per stabilire la propria personalità che sembrano provenire da alcune riviste tipicamente estive.

Proviamo adesso, partendo da questo primo impatto, a cercare di capire ed immaginare il presente ed il futuro di Facebook.

Il presente vede Facebook in grande crescita: i gruppi e le cause diventano sempre più utili e, al tempo stesso, frivoli. Segno di una grande partecipazione, di un grande entusiasmo e di una positiva evoluzione dell’uso del social network. Si può così, con grande facilità, aderire a cause molto interessanti quali, ad esempio, quella per Raccolta firme per Proposta di Legge su Riduzione Stipendi Parlamentari, altre, invece, vorrebbero  Emilio Fede sul satellite! Anche fisicamente!

In questo clima di euforia si rischia seriamente di esagerare: apprendo oggi la notizia riguardante una giurata statunitense che ha aperto un gruppo al fine di poter raccogliere i pareri di altri cittadini PRIMA di emettere la sentenza, svelando così particolari che non potevano esser rivelati. Ovviamente la colpa di ciò non è imputabile a Facebook ma alla scarsa lungimiranza del giurato che, ovviamente, è stato espulso dalla giuria. Quanto detto sopra rappresenta un caso limite e particolare e che, quindi, non può essere considerato come un uso pericoloso di Facebook ma piuttosto inappropriato.

Il futuro di Facebook invece, pare incerto. FB tende, a mio parere a creare delle relazioni deboli e non durature. Non so se chi si re-incontra dopo tanti anni continuerà a frequentarsi in Rete. L’essere social, infine, viene confuso col collezionismo di amicizie o l’adesione a cause a cui una persona aderisce con entusiasmo (perché spinto da un’emozione) ma poi spesso dimentica. Le ombre di Facebook si fanno ancora più fitte se si pensa che Twitter ha rifiutato 500 milioni di dollari per farsi assorbire dal social network in quanto quest’ultimo avrebbe voluto pagare con proprie azioni. L’impressione che ne ricavo è che il valore di Facebook è sopravalutato.

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