VoIP nel 2026: la mia configurazione con Dimensione, Fritz!Fon X6 e Grandstream GXP2170

Francesco Renzo con cappello da mago mostra le scatole del cordless Fritz!Fon X6 e del telefono IP Grandstream GXP2170 per una configurazione VoIP domestica

Il VoIP continua a fare paura. Ancora oggi, dopo anni di video sull’argomento, ricevo domande di persone convinte che sia una tecnologia complicata, riservata a chi lavora nel settore o a chi ha voglia di sbatterci la testa. La verità è un’altra: il VoIP lo state già usando, forse senza saperlo. Ogni volta che fate una chiamata con WhatsApp, Messenger o Teams, la vostra voce viaggia su una linea dati. È VoIP anche quello, solo in una forma diversa rispetto a quella tipica delle telecomunicazioni.

Da quando ho registrato il primo video sul tema le cose sono cambiate parecchio, e siccome nel frattempo ho aggiornato la mia configurazione domestica passando a Dimensione con Fritz!Fon X6 sul cordless e Grandstream GXP2170 sulla scrivania, tanto vale rimettere ordine.

Dalla vecchia fonia analogica al VoIP nativo

Fino a pochi anni fa, con una ADSL su rame, in casa arrivava un unico doppino telefonico. Su quel doppino viaggiavano insieme voce e dati, ma su bande di frequenza diverse: la voce nella banda 0-4 KHz, i dati sopra i 4 KHz. Lo stesso cavo, due segnali che non si pestavano i piedi.

Ecco perché in ogni presa a muro dove attaccavate un telefono serviva il filtro ADSL. Non era lì per proteggere il telefono, come pensano in tanti. Era un filtro passa-banda che separava la parte bassa dello spettro, quella della voce, dalla parte alta, quella dei dati. Senza filtro, il telefono captava anche i dati e sentivate quel ronzio fastidioso in chiamata, oppure la connessione internet cominciava a fare le bizze.

In centrale i due segnali venivano ripresi da apparati diversi: la voce dal permutatore telefonico, i dati dal DSLAM. Per questo, quando facevate una migrazione ADSL, di solito servivano due codici: uno per la risorsa voce, uno per la risorsa dati. Un altro dettaglio importante era che il cavo telefonico veniva alimentato direttamente dalla centrale, quindi anche a corrente saltata un telefono a filo continuava a funzionare. Da qui è nata l’idea che il fisso fosse più affidabile del mobile.

Oggi la storia è diversa. Con la fibra, sia FTTC che FTTH, in casa arriva un solo cavo dati. La voce ci viaggia sopra come un pacchetto qualsiasi, gestita dal protocollo SIP. Cambia tutto, contratti compresi.

Il ribaltamento delle prese telefoniche: la seccatura pratica di cui nessuno parla

C’è una conseguenza fisica del passaggio alla fibra che tanti scoprono solo dopo l’installazione. Nella vecchia impostazione ADSL, il segnale telefonico raggiungeva tutte le prese di casa attraverso il cablaggio interno del muro. Potevate mettere un telefono in cucina, uno in camera, uno nello studio, tutti funzionanti in parallelo perché il segnale voce era distribuito a monte, direttamente dalla centrale.

Con la fibra il telefono va collegato al router. Punto. Se la presa del router non coincide con quella dove volete tenere il cordless o il telefono IP, avete un problema: le altre prese telefoniche sono “morte”, non passa più niente dentro.

La soluzione si chiama ribaltamento. In pratica si porta il segnale telefonico in uscita dal router verso l’impianto interno di casa, in modo che sia il router a “alimentare” tutte le altre prese telefoniche già esistenti. Da lì potete attaccare i vostri telefoni ovunque. L’operazione la fa il tecnico in fase di installazione se glielo chiedete, oppure un elettricista con dieci minuti di lavoro. Non è niente di esoterico, ma se non lo prevedete vi ritrovate una sola presa attiva, quella accanto al router.

Nel mio caso questa cosa l’ho gestita diversamente. Vivo in una casa su un piano solo, circa 100 mq. Con quelle metrature il DECT del Fritz!Box copre tutto senza il minimo cedimento, quindi non ho bisogno di distribuire nulla via cavo. Il Fritz!Fon X6 funziona ovunque, dalla cucina al bagno, dallo studio al ripostiglio. La postazione fissa con il Grandstream sta invece nello studio, collegata via ethernet allo switch. Zero ribaltamenti, zero elettricisti.

Contratto dati e contratto VoIP: la distinzione che quasi nessuno spiega

Qui c’è l’equivoco più grosso. Molte persone identificano il VoIP con l’operatore che gli porta la connettività, come se fossero una cosa sola. Non è vero. Il VoIP è tecnicamente un servizio OTT, over the top: gira sopra la linea dati e non ha bisogno di essere legato allo stesso operatore che vi fornisce la fibra.

Esistono offerte solo dati senza alcun servizio voce, ed esistono provider VoIP puri che vi vendono soltanto il numero. Quando invece firmate un pacchetto convergente “tutto compreso” con un operatore che vi dà dati e numero insieme, il legame diventa stretto: se cambiate operatore o disdite prima dei 24 mesi, dovete stare attenti perché la cessazione porta con sé anche la cancellazione del numero, a meno che non richiediate la portabilità verso un nuovo operatore. Lo dico perché quest’errore lo vedo fare in continuazione: recesso dato per scontato, numero perso, poi mi arrivano i messaggi.

Un altro dettaglio da tenere a mente: in caso di ripensamento entro 14 giorni, se avete già chiesto la portabilità, sappiate che rinunciando al nuovo contratto rinunciate anche al numero. Non tornate indietro all’operatore di provenienza in automatico. Avete disattivato una risorsa prima del tempo, tutto qui.

La mia configurazione con Dimensione

Da qualche tempo la mia connessione principale è una FTTH di Dimensione, un operatore che opera prevalentemente nel centro-sud e che, oltre alla fibra, offre anche FWA nelle zone dove il cavo non arriva. La cosa che mi ha convinto è la qualità dell’assistenza: parli direttamente con loro, senza girotondi da call center.

Sul fronte VoIP, Dimensione lo propone come servizio opzionale in abbinamento all’offerta internet. Al momento della sottoscrizione potete richiedere un numero nuovo con prefisso locale, oppure chiedere la portabilità del vostro numero storico. Nel secondo caso la portabilità richiede una decina di giorni lavorativi: nel frattempo potete già effettuare chiamate in uscita, mentre quelle in entrata arrivano solo dopo il completamento della portabilità.

Il servizio è totalmente indipendente dalla vecchia linea TIM di casa, se ce l’avevate. Non serve mantenerla, non serve pagarla, l’infrastruttura di Dimensione è sua e la voce viaggia sulla stessa fibra dei dati. Una volta ricevuti i parametri SIP (dominio, username, password), li potete inserire in qualsiasi apparato compatibile: router con porta FXS integrata, ATA esterno, cordless DECT SIP, telefono IP da scrivania, oppure una app sullo smartphone.

Un coupon per chi vuole provare Dimensione. Ho attivato un codice sconto con loro. Ci tengo a essere chiaro: non ci guadagno nulla, è un semplice vantaggio che ho voluto ottenere per chi mi segue. Se andate su https://www.dimensione.com e usate il coupon FRARENZO avete la connessione 10 Gbit con attivazione gratuita e un mese gratuito, mentre su tutte le altre connessioni avete un mese gratuito.

Il Fritz!Fon X6 per l’uso di tutti i giorni

Per la telefonata quotidiana in casa uso il Fritz!Fon X6 di AVM. È un cordless DECT che dialoga direttamente con la stazione base integrata nel Fritz!Box, senza bisogno di configurare i parametri VoIP nel telefono stesso: i numeri li gestisce il router, il cordless si limita a registrarsi come derivato. Basta premere un pulsante sul Fritz!Box, avvicinare il cordless, e in dieci secondi è appaiato con la connessione radio DECT criptata.

Le caratteristiche che uso davvero sono queste. Il display a colori da 2,4 pollici è ben leggibile e regola la luminosità in base alla luce ambiente. La portata dichiarata è di 300 metri in campo aperto e circa 40 metri in casa, e nel mio caso copre senza problemi tutti i 100 mq senza cali. La batteria dà 16 ore di conversazione e 10 giorni di standby, valori realistici perché con la funzione DECT Eco il modulo radio si spegne quando il telefono è a riposo, riducendo consumi e campi elettromagnetici.

Il tasto Preferiti configurabile è comodo: ci ho messo sopra la rubrica, ma potete assegnarlo alla smart home, al calendario, alla web radio o al menu impostazioni Wi-Fi del Fritz!Box. Grazie al FRITZ!OS più recente ho sincronizzato la rubrica direttamente da Google Contacts via CardDAV: nessun contatto da riscrivere a mano, cambio un numero sullo smartphone e me lo ritrovo sul cordless. La suoneria “Voce” annuncia il nome del chiamante se è in rubrica, o il luogo di provenienza se non lo è. Sembra un dettaglio, ma per riconoscere una chiamata senza dover guardare il display è utilissimo.

C’è anche l’audio HD full-duplex sul vivavoce, la web radio, la lettura delle email, e la possibilità di ascoltare i podcast direttamente dal telefono. Prezzo di listino 99 euro, ma in offerta si trova sotto gli 80. Per chi ha già un Fritz!Box è probabilmente il miglior cordless DECT in circolazione.

Il Grandstream GXP2170 per la postazione fissa

Sulla scrivania invece ho un Grandstream GXP2170. È un telefono IP di fascia alta pensato per chi gestisce volumi di chiamate seri: reception, uffici commerciali, centralinisti, ma anche per chi come me vuole avere una postazione professionale dedicata senza girare per casa con il cordless in mano.

Le specifiche parlano da sole: display TFT a colori da 4,3 pollici, 12 tasti linea programmabili, 6 account SIP configurabili in parallelo, 48 tasti BLF/speed dial digitali sullo schermo, doppia porta gigabit ethernet con PoE, Bluetooth integrato per accoppiare cuffie o sincronizzare la rubrica dello smartphone, e supporto conferenze fino a 5 partecipanti. Se poi vi servisse una vera console da operatore, ci si possono collegare a cascata fino a 4 moduli di espansione GXP2200EXT arrivando a 160 tasti programmabili totali.

Sul fronte audio parliamo di HD wideband con codec G.722, G.711 A/µ-law, G.729 A/B, G.726 e iLBC, sia sulla cornetta sia sul vivavoce full-duplex. Sicurezza SRTP e TLS di serie, provisioning automatico via TR-069 o file XML cifrati, DHCP, PPPoE, LLDP, IPv6.

La configurazione con Dimensione è banale. Nell’interfaccia web del GXP2170 vado su Accounts, inserisco il SIP domain fornito da Dimensione, l’username SIP, la password, l’outbound proxy se richiesto, e il gioco è fatto. Preferisco la porta ethernet PoE per non avere l’alimentatore in mezzo ai cavi: un solo cavo verso lo switch e il telefono si accende. Se serve, si può usare la seconda porta gigabit per far transitare il PC in daisy chain, così non si perde una presa di rete.

Perché il VoIP oggi è una libertà, non un vincolo

Quando il numero è VoIP puro, potete farci cose che con la vecchia fonia analogica erano impensabili.

Il primo vantaggio è la portabilità fisica. Anni fa feci un esperimento con Olimontel, provider VoIP puro: presi le credenziali SIP del mio numero fisso e le inserii anche in una app sullo smartphone. Il risultato era spiazzante: quando qualcuno chiamava casa, mi squillava anche il cellulare. E dall’altro lato dell’app potevo rispondere fingendo di essere in salotto, mentre magari ero in giro per Bari a sbrigare commissioni. La stessa numerazione, due dispositivi accesi contemporaneamente, l’interlocutore che non si accorgeva di nulla. È lì che ho capito davvero cosa vuol dire disaccoppiare il numero dal filo di rame.

Il secondo vantaggio è l’interoperabilità. Un numero VoIP funziona su un router, su un telefono IP, su un ATA (adattatore analogico che trasforma un vecchio telefono con presa RJ11 in un dispositivo SIP), su una app mobile, su un softphone da PC, su un centralino Asterisk o 3CX. La stessa numerazione, sette dispositivi diversi possibili.

Il terzo è la qualità audio. Il codec HD wideband (G.722) porta un range di frequenze molto più ampio rispetto al vecchio G.711 stretto, e la differenza si sente. La voce dell’interlocutore è più naturale, meno metallica, con meno affaticamento durante le chiamate lunghe.

Il quarto è la sicurezza. Sia il DECT del Fritz!Fon sia i protocolli SRTP/TLS del Grandstream criptano voce e segnalazione. Non stiamo parlando di una linea analogica che chiunque, con un po’ di conoscenza, potrebbe intercettare.

Il mio centralino con 3CX su Raspberry Pi

Uno dei progetti più divertenti che ho fatto sul VoIP è nato da una collaborazione con 3CX. Ho preso un Raspberry Pi da poche decine di euro, ci ho installato sopra 3CX, e in un pomeriggio avevo un vero centralino telefonico in casa. Non un giocattolo: parliamo di un sistema con IVR (il classico “digita 1 per informazioni, 2 per assistenza”), code di attesa, gruppi di risposta, registrazione automatica delle chiamate, report statistici, integrazione con le app mobile per rispondere da fuori casa come se fossi in ufficio.

La cosa che mi ha stupito è il rapporto tra costo e potenza. Con 3CX gratuito nel primo anno per le licenze di piccola taglia, un Raspberry da 60-70 euro e il mio numero VoIP di Dimensione, avevo montato in casa un’infrastruttura che dieci anni fa costava migliaia di euro tra hardware dedicato e licenze. Sul canale trovate il tutorial completo passo passo, dal flashing della SD alla registrazione del primo interno.

Cosa ci si può fare oltre alla chiamata classica

Sul Fritz!Box si possono configurare rubriche multiple, blocchi di numeri indesiderati (molto utile contro il telemarketing), deviazioni condizionali, segreteria digitale con invio del messaggio via email in formato allegato, sveglie temporizzate. E si può assegnare a ogni derivato DECT o al telefono IP un set di numeri diversi: il fisso di casa suona sul Fritz!Fon, quello di lavoro solo sul Grandstream.

C’è anche il capitolo integrazioni web. Sui vecchi WordPress ho testato plugin che trasformano una chat in una chiamata SIP diretta al mio numero. Sui CRM aziendali il click-to-call è ormai lo standard. Sui gestionali si possono aprire pop-up automatici all’arrivo della chiamata con la scheda del cliente riconosciuto. Tutto questo su una linea analogica non era possibile.

Un ultimo appunto sul “modem libero”

Grazie alla delibera AGCOM sul modem libero, potete usare un router di vostra proprietà anche per la parte VoIP, chiedendo all’operatore le credenziali SIP. Dimensione le fornisce senza problemi, e questa è una cosa che apprezzo, perché non tutti gli operatori sono altrettanto trasparenti. Con TIM, per fare un esempio, i parametri li si recupera dall’app TIM Telefono senza dover litigare al telefono con l’assistenza.

Il senso è che il numero è vostro, il VoIP è un servizio, e come tale deve poter girare dove decidete voi. Non nel router che vi impongono, non solo sul telefono che ha in casa il vostro ope[ratore. Ovunque.

Se questa configurazione vi interessa, sul canale trovate video dedicati sia al Fritz!Fon sia alla configurazione VoIP nel Fritz!Box, e anche il tutorial 3CX su Raspberry. Il resto è una questione di cinque minuti di lettura del manuale e un caffè.

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