Epson bloccata perché “la cartuccia è vuota”? Il problema vero non è quello che pensi

Primo piano del chip su una cartuccia Epson XP-255 con freccia rossa che lo indica e claim "NON È VUOTA" — miniatura del video sul canale francescorenzo

Ho una Epson XP-255 che uso da anni e, come chi possiede una qualsiasi stampante inkjet a cartucce, prima o poi mi sono scontrato con due errori che ti bloccano tutto: la cartuccia “vuota” quando in realtà dentro c’è ancora inchiostro, e il messaggio di fine vita del tampone assorbente. Due errori diversi, con radici diverse, che si risolvono con due strumenti diversi. La soluzione a entrambi la fornisce lo stesso sito: inkchip.net.

Vale la pena capire prima di tutto perché questi errori compaiono, altrimenti si rischia di scaricare il software sbagliato e di non risolvere niente.

Il problema del chip sulla cartuccia

Ogni cartuccia originale Epson monta un piccolo chip che dialoga con la stampante. Quel chip non misura davvero l’inchiostro residuo: la stampante non ha nessun sensore ottico dentro la cartuccia. Il livello che vedi è una stima basata sul numero di pagine stampate, sulle pulizie testine effettuate e sui parametri di consumo salvati nel chip.

Le conseguenze sono tre, e sono tutte fastidiose.

Quando la stima arriva a zero, la stampante si ferma, anche se dentro la cartuccia c’è ancora inchiostro fisico. Se provi a ricaricare la cartuccia manualmente con inchiostro compatibile, il chip continua a dire “vuota” e la stampante non stampa lo stesso, perché il contatore è ormai a fondo scala. Se metti una cartuccia compatibile di marca terza, in molti casi la stampante risponde con “cartuccia non riconosciuta” oppure “cartuccia non originale” e ti costringe a passare comunque per le originali, che costano tre o quattro volte tanto.

Questo comportamento non è un bug: è progettato così. È il modo con cui i produttori tengono in piedi il modello di business “stampante economica, cartucce carissime”.

Il problema del tampone di inchiostro di scarto

C’è poi un secondo errore, che di solito arriva dopo qualche anno di utilizzo e blocca la stampante con un messaggio del tipo “waste ink pad is at the end of its service life” oppure “il tampone di inchiostro ha raggiunto la fine del suo ciclo di vita”.

Dentro la stampante c’è una piccola spugna assorbente, il tampone di inchiostro di scarto, che raccoglie l’inchiostro che viene espulso durante le pulizie automatiche delle testine. Anche qui non c’è un sensore vero: c’è un contatore software (nel gergo tecnico si chiama Waste Ink Counter, WIC) che stima quanto inchiostro è finito nel tampone in base alle operazioni svolte. Quando il contatore raggiunge la soglia impostata da Epson, la stampante si blocca del tutto. In assistenza ti direbbero di sostituire il tampone e azzerare il contatore. Nella pratica, per una stampante da poche decine di euro, l’intervento non lo fa quasi nessuno e la macchina finisce nel cassetto.

Ora che i due errori sono chiari, veniamo alle due soluzioni.

Soluzione 1 — Chipless Firmware per il problema del chip cartuccia

Il primo software si chiama INKCHIP Chipless Firmware e serve a riscrivere il firmware della stampante con una versione chipless, che ignora completamente il controllo del chip. Dopo il flash, la stampante non chiede più cartucce originali, non blocca le compatibili, non tiene conto dei livelli di inchiostro stimati. Il livello mostrato resta fisso al 100% e stampi finché fisicamente hai colore dentro.

La Epson XP-255 è tra i modelli supportati (nella lista del sito e confermata anche dalla community). Ti serve un cavo USB per collegare la stampante al PC Windows, il software INKCHIP Firmware e il software INKCHIP Activation dal sito, più una chiave di attivazione che si acquista online a pochi euro.

La procedura, in breve, è: mettere la stampante in modalità firmware con la combinazione di tasti prevista dal manuale (per la XP-255 è Cancel + Copia colore + Wi-Fi + Power tenuti insieme all’accensione), avviare INKCHIP Firmware da PC, aspettare che compaia “FINISHED” sul display, spegnere e riaccendere. A quel punto si lancia INKCHIP Activation, si inserisce la chiave e la stampante viene registrata come chipless in modo definitivo.

C’è un dettaglio da non sottovalutare: la chiave ha una validità limitata nel tempo per l’attivazione, ma una volta attivata la stampante resta chipless. E soprattutto va disabilitato l’aggiornamento firmware automatico, perché un aggiornamento Epson ti riporterebbe alla versione originale, cancellando tutto il lavoro e costringendoti a comprare una nuova chiave.

Soluzione 2 — WIC Reset per il tampone di scarto

Il secondo software si chiama INKCHIP WIC Reset Utility ed è quello che risolve il blocco del tampone. Non tocca il firmware, non ha nulla a che fare con le cartucce: si limita ad azzerare il Waste Ink Counter, riportando il valore percentuale della spugna a zero.

Anche qui serve il cavo USB, il software gratuito da scaricare e una chiave di attivazione a pagamento (costo bassissimo, siamo intorno a pochi euro per una singola stampante). Colleghi, avvii il programma, selezioni il modello, leggi il contatore (mostra la percentuale attuale del tampone), incolli la chiave, dai reset e in pochi secondi il contatore torna a zero. Spegni e riaccendi la stampante e l’errore sparisce.

Attenzione a un punto che va detto per onestà: azzerare il contatore non svuota la spugna fisica. Se il tampone è davvero saturo, l’inchiostro potrebbe iniziare a colare dentro la stampante. Prima di fare il reset ha senso valutare se sostituire fisicamente il tampone assorbente (è un ricambio che si trova a pochi euro su Amazon e AliExpress per la maggior parte dei modelli Epson) oppure se la tua stampante ha ancora margine, cosa che scopri leggendo la percentuale mostrata dal software stesso.

Cosa cambia rispetto ai serbatoi EcoTank

Chi ha stampanti a serbatoi come le Epson EcoTank ET-2720 o simili convive con un solo dei due problemi, quello del tampone di scarto. Il problema del chip cartuccia non si pone, perché non ci sono cartucce ma serbatoi ricaricabili direttamente dall’utente con boccette di inchiostro originale. In quel caso serve solo il WIC Reset, come mostra bene il tutorial di Sweetly Adventure dedicato alla ET-2720. Chi invece ha una stampante a cartucce come la mia XP-255 può trovarsi a dover usare entrambi gli strumenti in momenti diversi.

Ma è legale?

Domanda che meritava un capitolo a sé. La risposta breve è: dipende da cosa fai.

Usare cartucce compatibili sulla tua stampante e ricaricare manualmente quelle originali è legale in Italia e in tutta l’Unione Europea. L’AGCM è intervenuta più volte proprio sul tema: ha sanzionato HP e ha prescritto a Epson e Lexmark di informare i consumatori, prima dell’acquisto, quando le loro stampanti bloccano le cartucce non originali. Il blocco viene considerato una pratica commerciale scorretta se non dichiarata a monte.

Sul firmware chipless il discorso è più sottile. Il firmware Epson è software protetto dal diritto d’autore (Direttiva UE 2009/24/CE), quindi sostituirlo con una versione di terze parti è, dal punto di vista tecnico, una modifica di software altrui. In Italia però non esiste una norma penale che vieti a un privato di modificare il firmware di un dispositivo comprato per uso personale. Le stampanti inkjet non ricadono nella disciplina delle misure tecniche di protezione dell’art. 102-quater LDA, che riguarda i contenuti tutelati come musica, film o e-book. Il vero effetto pratico è contrattuale: violi i termini di servizio Epson e la garanzia commerciale decade. La garanzia legale di due anni resta in piedi, ma il venditore può opporre che il difetto è causato dalla modifica non autorizzata.

Va segnalata la Direttiva UE 2024/1799 sul Diritto alla Riparazione, in vigore dal 30 luglio 2024 e da recepire in Italia entro il 31 luglio 2026. Al momento le stampanti non sono nella prima lista dei prodotti coperti (che comprende lavatrici, aspirapolvere, smartphone e altri), ma il principio generale che la direttiva afferma è chiaro: il diritto del consumatore a riparare i propri beni, anche con parti e software di terze parti, contro le barriere artificiali imposte dai produttori. Non è escluso che in futuro anche le stampanti entrino nella lista.

Per uso privato e personale sulla propria stampante, in Italia non risultano casi di sanzioni o procedimenti contro utenti finali che hanno usato software come quelli di inkchip.net. Il sito opera apertamente da anni. Diverso sarebbe se qualcuno offrisse il servizio a pagamento a terzi o distribuisse copie modificate del firmware: lì si entrerebbe in un territorio commerciale con implicazioni di copyright molto più serie.

Chiudo con la premessa che va sempre fatta: non sono un avvocato, quello che leggi qui è una lettura ragionata delle fonti pubbliche, non una consulenza legale.

Considerazioni finali

Una nota che di solito passa sotto silenzio: modificare il firmware di una stampante fa decadere la garanzia. Se la tua stampante è ancora coperta, non toccarla. Se invece parliamo di una macchina fuori garanzia che rischia di diventare un fermacarte, il calcolo cambia: pochi euro di software contro una nuova stampante, con in più la libertà di usare compatibili o ricaricare le cartucce originali. Nel mio caso, con una XP-255 che ha ormai qualche anno sulle spalle, ha avuto senso.

Ultimo consiglio pratico: dopo il flash chipless, disattiva davvero gli aggiornamenti firmware dal menu della stampante e ignora le notifiche di Epson Software Updater sul PC. Un click distratto e devi ricominciare da capo.

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