FTTH: il pasticcio tra amministratori di condominio per l’installazione del ROE

Nelle reti FTTH, la rete di accesso si estende fino al cosiddetto ROE (Ripartitore Ottico di Edificio), uno scatolotto posto solitamente posto alla base dell’edificio, che rappresenta il punto di demarcazione tra la rete di accesso e la rete interna all’edificio.

Al ROE, infatti, arriva la fibra dell’operatore e si dipartono le fibre ottiche che connettono le unità immobiliari alla rete. Quando la fibra di un operatore arriva all’edificio, si parla di edificio coperto dalla rete FTTH anche se il servizio non è effettivamente disponibile agli utenti.

Quindi, l’installazione di un ROE diventa necessaria per l’implementazione della fibra nei cavidotti del condominio per raggiungere le abitazioni. L’installazione di tale apparato non è sempre nota agli amministratori di condominio per cui se un utente fa una richiesta di allacciamento ad un accesso FTTH per cablare un’abitazione presente in un condominio, sorge il problema dell’autorizzazione dell’Amministratore dello stabile a far procedere il tecnico coi lavori.

L’amministratore, che non necessariamente deve essere un esperto in tecnologi FTTH,  può percorrere tre strade:

  1. assumersi personalmente la responsabilità dell’installazione del ROE; tale soluzione però potrebbe esporlo anche ad eventuali proteste e nel peggiore dei casi a denunce di altri condomini;
  2. oppure chiedere il permesso all’assemblea condominiale che espone l’utente che ne ha fatto richiesta a subire ritardi nell’attivazione e forse anche dei dinieghi qualora l’assemblea condominiale votasse contro la decisione di installare il ROE.
  3. diniegare in prima persona l’intervento adducendo perplessità che possono nascere da particolari difficoltà incontrate durante le prime ispezioni dei tecnici e dei lavori di adeguamento richiesti per eseguire i lavori.

Se desiderate approfondire i tecnicismi, vi passo un utile link


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