Perché non uso Instagram per lavorare?

Instagram

Bella domanda, già, perché non lo uso? La risposta è semplice: perché anche se sono conscio del fatto che con Instagram si possa lavorare credo che non si adatti bene al mio linguaggio e ai contenuti che propongo.

Le mie credenze (tranquillamente confutabili) nascono da diverse motivazioni che cercherò di spiegare in pochi passi. Premetto, prima di passare alle critiche, che Instagram lo considero un potentissimo mezzo di comunicazione e consente davvero di monetizzare la propria attività. Ma non fa per me.

Qui di seguito espongo le MIE PERSONALI MOTIVAZIONI che mi spingono a non usare Instagram per alimentare la mia attività

  1. Instagram ha, lato utente, una modalità di fruizione che favorisce la perdita dell’attenzione. Avete mai visto un utente usare Instagram? Si scrolla scrolla scrolla all’infinito e ogni tanto ci si ferma per mezza frazione di secondo per eseguire il doppio tap e mettere un cuoricino alla foto. Sempre preso dallo scrolling frenetico, l’utente ogni tanto segue qualcuno. Difficilmente qualcuno si sofferma a guardare i dettagli, ad assaporare le sfumature di una foto. L’attenzione è ridotta ad una frazione di secondo durante la quale il cervello dice (d’istinto) “mi piace” oppure “non mi piace”.
  2. Chi lavora su Instagram accetta che il social diventi parte integrante della sua vita privata. Il social predilige la quantità piuttosto che la qualità e per avere quantità occorre produrre. Certo fa piacere vedere che qualcuno s’impegna tantissimo per produrre contenuti ma, di base, chi lavora con Instagram, deve fotografare/filmare buona parte della sua giornata lavorativa. Insomma, non si può andare al ristorante e mangiare tranquillamente un piatto caldo … perché occorre instagrammarlo. Immaginate un gelato che si scioglie … va prima instagrammato! Per non parlare di tutti quei momenti in cui una famiglia che desidera intimità deve rinunciarvici a causa della pubblicazione di quel momento su Instagram. Fai un tuffo … foto, incontri amici … foto, abbracci tua figlia … foto, vai al mare … foto
  3. Su Instagram trovo difficile raccontare la mia attività di divulgatore nel settore delle telecomunicazioni. Questa potrebbe anche essere una mia pecca ma ammetto che con una o più foto non riesco a raccontare l’esperienza d’uso che faccio con un router. Troverei facile far crescere un mio eventuale brand professionale a patto che, inevitabilmente, sconfini nel privato. A quest’ultimo aspetto però non ci rinuncio.
  4. Instagram non riconosce nulla ai creators. Instagram ingrassa grazie ai contenuti dei creators ma non dà nulla in cambio. Trattiene per se tutti i guadagni. Differentemente da quanto fanno Youtube e TitTok, ad esempio, Instagram non riconosce soldini a chi carica foto e video e questo lo trovo eticamente ingiusto e scorretto. Come guadagnano i creators? Dagli sponsor: una storia visualizzata da centinaia di migliaia di persone avrà pure un valore!
  5. Follower finti: Instagram è il regno di coloro che desiderano accaparrarsi dei follower finti e pullula di BOT che soddisfano queste pseudo necessità. Questo inquina la piattaforma. La vendita è incessante e persino io, che posseggo un modesto account personale, ricevo proposte d’ogni genere. I follower finti sono una piaga e li riconosci subito. Commentano con piccole frasi in inglese, poste in contenuti veicolati normalmente ad un pubblico italiano, tipo “ok“, “good!”. I follower finti sono una piaga perché alterano il valore di un account. Un account genuino lo riconoscete dall’engagement: se un account ha molti follower e pubblica un contenuto, troverete che le reazioni e i commenti saranno piuttosto numerosi. Questo è l’engagement; diversamente se per ogni contenuto ne vedete pochi e l’account ha molti followers … forse quei followers non sono tutti reali.
  6. Come accennato ho un account su Instagram. Lo uso per svariati motivi: principalmente per il suo sistema di messaggistica (uso molto i suoi DM) e per uploadare, quando me ne ricordo, le foto dei piatti che preparo. Ho provato in passato a inserire dei contenuti di ciò che faccio ma l’idea che non si possono inserire i link dei miei lavori all’interno dei post mi fa pensare che Instagram non voglia che si esca fuori dalla sua gabbia/piattaforma. Questo a me non piace. Decisamente non piace.

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