Tim: migrazione automatica da rame a fibra. Per ora solo un’ipotesi

A margine delle anticipazione sul nuovo piano industriale di TIM ipotizzato dall’AD di Tim, Amos Genish, e che sarà presentato a Marzo, si valuta la possibilità di migrare automaticamente gli utenti in rame verso i servizi in fibra ottica. Con tutti i ma e tutti i se che ho già esposto in un post.

L’AD dichiara apertamente che uno degli obiettivi a priorità maggiore è passare sulla rete in fibra ottica quanti più clienti possibile. Sempre Amos Genish ha spiegato che circa 5 milioni di utenze devono essere migrate rapidamente da 10 a 200 Mbps quindi passate da ADSL a FTTC.

Ma cosa si nasconde dietro questo probabile intento di Tim? Provo ad ipotizzareò

Consideriamo che la differenza tra prezzi adsl e fibra di livello base è quasi scomparsa; sottoscrivere un contratto “fino a 20Mb” oppure uno a 1Gb è, commercialmente parlando, la stessa cosa.

Tim ha convenienza ad attestare quante più utenze possibile su fibra perché i costi di manutenzione dei nuovi accessi sono inferiori rispetto a quelli delle vetuste reti in rame.

Inoltre lo spingere gli utenti verso un costoso upgrade verso le offerte fibra di fascia alta potrebbe comportare per Tim maggiori introiti. La compagnia, infatti, fa pagare per le FTTH una cifra maggiore rispetto alle FTTC. Parliamo di soli 5 Euro ma i clienti da migrare sono 5 milioni …

Ancora: il passaggio automatico potrebbe essere anche il frutto di una strategia utile per anticipare l’arrivo dei servizi basati su rete Open Fiber che di fatto, sottrae a Tim i clienti attestati su risorse Adsl.

L’utente passato alle nuove offerte, infine, resterebbe commercialmente bloccato per alcuni mesi, perché chi disdice prima di questo termine ha un costo extra di uscita rappresentato dalle rate dei modem nuovi; i clienti Adsl rame, infatti hanno la necessità tecnica di cambiare il modem.

All’utente potrà essere concesso il diritto di rifiutare il passaggio con un’opposizione, dopo essere stato informato circa la modifica tecnica. 

Ripetiamo: siamo difronte ad un’ipotesi e questa dovrebbe trovare l’accoglimento dell’AGCOM.

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