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	<title>ftth &#8211; Francesco Renzo</title>
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	<description>fibra ottica, mobile e hi-tech</description>
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		<title>FRITZ!Box 7630 RECENSIONE: il router giusto per metà Italia</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Sep 2026 11:00:00 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Chi mi segue lo sa: quando esce un router nuovo la prima domanda che mi arriva è sempre la stessa. &#8220;Serve davvero?&#8221;. Con il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> la domanda arriva ancora più forte, perché siamo nella seconda metà del 2026, la narrazione dominante parla di FTTH e di velocità che sfiorano i 10 Gbit/s, e questo modello è dichiaratamente un router per linee <strong>DSL fino a 300 Mbit/s</strong>. Sul WAN si ferma alla banda della <strong>VDSL supervectoring</strong>, però dentro monta <strong>Wi-Fi 7</strong>. Un controsenso apparente, che la realtà italiana smonta appena la guardi da vicino.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Lo tengo in prova da tre settimane come router principale di casa, e ho scritto questo articolo dopo averlo davvero messo sotto stress su traffico reale, dispositivi eterogenei, telefonia DECT e trasferimenti locali. Il ragionamento a monte l&#8217;ho fatto anche nel video che ti linko qui: <a href="https://youtu.be/_ykvaCclrL4">https://youtu.be/_ykvaCclrL4</a>. Se vuoi acquistarlo trovi il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> sullo shop ufficiale FRITZ! a <a href="https://www.fritzshop.it/fritzbox-7630.php">https://www.fritzshop.it/fritzbox-7630.php</a> oppure su Amazon a <a href="https://amzn.to/3V31saa">https://amzn.to/3V31saa</a>.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>L&#8217;Italia del 2026 non viaggia in FTTH come sembra</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dai numeri, perché senza numeri è tutta chiacchiera. L&#8217;ultimo Osservatorio AGCOM aggiornato a settembre 2025 dice che la <strong>FTTC</strong>, cioè la fibra mista rame che arriva all&#8217;armadio stradale, tiene ancora una quota del <strong>41,6%</strong> degli accessi da rete fissa. L&#8217;<strong>ADSL</strong> pura rappresenta l&#8217;<strong>11,8%</strong>, in dismissione ma ancora viva in tantissime case. La <strong>FWA</strong> ha superato il <strong>12%</strong> e nel terzo trimestre 2025 ha scavalcato le linee in rame. Somma queste tre voci e ti accorgi che oltre metà delle connessioni domestiche italiane non è FTTH.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La fotografia sulle velocità racconta la stessa cosa: soltanto il <strong>32,4%</strong> delle linee fisse in Italia raggiunge la soglia di <strong>1 Gbit/s</strong>. Quota in crescita costante, però resta il fatto che quasi due linee su tre viaggiano sotto quel muro. Molte di queste linee sono FTTC che nella migliore delle ipotesi tocca i 200 Mbit/s teorici sul rame, spesso molto meno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi ha una FTTC oggi si trova davanti a due strade: aspettare che arrivi la FTTH nel proprio civico, con tempi che nessuno può garantire, oppure sfruttare al massimo la banda che ha già in casa. Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> parla proprio a questa fascia enorme di utenti.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Cosa monta davvero il FRITZ!Box 7630</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Vado dritto ai dati verificati sul sito ufficiale FRITZ! e sulla pagina stampa del lancio. Il 7630 integra un <strong>modem VDSL con Supervectoring 35b fino a 300 Mbit/s</strong>, retrocompatibile con ADSL, ADSL2+, VDSL2 e VDSL Vectoring. Sul retro c&#8217;è una <strong>porta 2,5 Gbit/s WAN/LAN</strong>, tre porte <strong>Gigabit Ethernet</strong> e una <strong>USB 3.0</strong>. Poi la <strong>base DECT integrata</strong> per fino a sei cordless, l&#8217;ingresso analogico FXS, la parte <strong>DECT ULE</strong> per lo smart home, il <strong>Mesh FRITZ!</strong>, tutto sotto <strong>FRITZ!OS 8.20</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Prezzo di listino <strong>299 euro IVA inclusa</strong>. So che qualcuno storce il naso: &#8220;299 euro per una VDSL?&#8221;. Nelle prossime righe capisci perché non è quella la lettura corretta.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il cuore del 7630 è il Wi-Fi 7, e va spiegato bene</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo pezzo voglio andare cauto, perché in giro ho letto confusione e arrotondamenti che non aiutano nessuno.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> è un router <strong>Wi-Fi 7 dual-band in configurazione 2×2</strong>, quindi due stream spaziali per banda. Le due bande radio sono la classica <strong>2,4 GHz</strong> e la <strong>5 GHz</strong>. La banda <strong>6 GHz non è presente</strong>: chi cerca il triband deve guardare al 5690 Pro, non al 7630. Le velocità lorde massime dichiarate da FRITZ! sono:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>5 GHz: fino a <strong>2.880 Mbit/s</strong></li>



<li>2,4 GHz: fino a <strong>688 Mbit/s</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Somma matematica pura, 3.568 Mbit/s. FRITZ! comunica il prodotto come router Wi-Fi fino a 3,5 Gbit/s, che è l&#8217;arrotondamento commerciale corretto. Quando trovi scritto &#8220;fino a 3,6 Gbit/s&#8221; stai leggendo un arrotondamento diverso dello stesso dato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Su questo modello il <strong>Wi-Fi 7</strong> non è marketing. FRITZ! dichiara esplicitamente due funzioni chiave dello standard:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>MLO (Multi-Link Operation)</strong>: consente ai client compatibili di usare più collegamenti radio in parallelo tra 2,4 e 5 GHz, con benefici concreti su latenza e stabilità del link. Su un router 2×2 senza 6 GHz l&#8217;MLO è il vero motivo per cui parliamo di Wi-Fi 7 e non di un Wi-Fi 6 rimarchiato.</li>



<li><strong>Punctured Mode</strong>: permette di continuare a usare un canale largo anche quando una porzione dello spettro è disturbata, &#8220;bucando&#8221; la parte interferita invece di rinunciare a tutta l&#8217;ampiezza.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Sulla larghezza di canale, la scheda sintetica ufficiale FRITZ! non pubblica una tabella completa PHY del 7630. I <strong>2.880 Mbit/s</strong> dichiarati sui 5 GHz sono coerenti con canali a <strong>160 MHz</strong> in 2×2 con modulazione <strong>4K-QAM</strong> tipica del Wi-Fi 7. Coerente, non scritto nero su bianco: preferisco dirlo, perché la mia idea di divulgazione è che le inferenze vanno etichettate come inferenze.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Potenza di trasmissione e cosa arriva davvero al dispositivo</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Qui entriamo nel punto che a te interessa davvero. La velocità lorda dichiarata è un numero teorico calcolato in condizioni di laboratorio. Nel mondo reale il valore utile è la <strong>velocità effettiva</strong>, e la stessa FRITZ! nella pagina di supporto ufficiale dichiara che per Wi-Fi 7 e Wi-Fi 6 in condizioni ottimali si può contare su circa il <strong>60-65% della velocità lorda</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Applicando questa forbice al 7630 significa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Sui 5 GHz, in condizioni ideali, circa <strong>1,7-1,9 Gbit/s effettivi</strong> al client</li>



<li>Sui 2,4 GHz, circa <strong>410-450 Mbit/s effettivi</strong></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione, questo è un calcolo teorico basato sul rapporto ufficiale FRITZ!, non un risultato dei miei test sul 7630. La velocità reale a casa tua dipende da distanza, spessore dei muri, materiali, presenza di altre reti sui canali vicini, capacità radio del client — uno smartphone con antenna 1×1 scala di conseguenza — e congestione dello spettro. Il numero da 3,5 Gbit/s è il tetto di catalogo, quello che vedi nella tua stanza va misurato caso per caso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va detta anche una cosa che tanti trascurano: il router non trasmette a potenza infinita. In Europa la normativa <strong>ETSI</strong> fissa i limiti EIRP a <strong>100 mW (20 dBm)</strong> sui 2,4 GHz e a <strong>200 mW (23 dBm)</strong> sui 5 GHz nella banda U-NII-1, con soglie variabili sulle sotto-bande superiori. Un router non ti dà più segnale spingendo di più: ti dà più segnale quando gestisce meglio la modulazione, quando ha un <strong>beamforming</strong> preciso, quando usa MLO per rimediare ai buchi. Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> con MLO e Punctured Mode fa esattamente quel lavoro: sfrutta al massimo la potenza che la legge gli concede.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Perché ha senso Wi-Fi 7 su una linea da 300 Mbit/s</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il WAN del 7630 è la VDSL o la FTTH tramite ONT esterno. Ma il traffico dentro casa passa quasi tutto sul Wi-Fi, non sul WAN. Streaming da NAS, backup fotografici verso un disco USB collegato al router, gaming tra console e PC in stanze diverse, videocamere di sicurezza, cast su TV, sincronizzazione tra dispositivi Apple e Android: tutto questo traffico non tocca mai internet, resta dentro la LAN. E la qualità del Wi-Fi lì fa la differenza vera. Nelle mie tre settimane di prova è proprio dove ho sentito la spinta del 7630 rispetto ai router di generazione precedente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Aggiungi che una casa media italiana oggi ha 20-40 dispositivi connessi in contemporanea tra TV, smart speaker, videocamere, elettrodomestici smart, smartphone, tablet, notebook. Il Wi-Fi 7 con <strong>OFDMA</strong> e <strong>MLO</strong> gestisce molti più client concorrenti senza degradare, e questo si sente anche se il WAN è VDSL da 100 mega. Anzi, si sente proprio quando il WAN non è enorme, perché ogni bit va gestito bene.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Terzo motivo: il 7630 monta una <strong>porta 2,5 Gbit/s</strong> configurabile come WAN o LAN. Chi passa dalla VDSL alla FTTH oggi o tra due anni non deve buttare via il router. Attacchi un <strong>ONT</strong> e diventa un router FTTH per linee 1 Gbit/s e oltre. È un apparato pensato per durare oltre il tuo attuale contratto internet.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>FRITZ!Box 7630 vs 7690 vs 5690 vs 5690 Pro</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Non mi piace il &#8220;compra il top e via&#8221;. Ti mostro le differenze radio pure, così scegli con la testa.</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><th>Modello</th><th>2,4 GHz</th><th>5 GHz</th><th>6 GHz</th><th>Config</th></tr></thead><tbody><tr><td>FRITZ!Box 7630</td><td>688 Mbit/s</td><td>2.880 Mbit/s</td><td>assente</td><td>2×2</td></tr><tr><td>FRITZ!Box 7690</td><td>1.376 Mbit/s</td><td>5.760 Mbit/s</td><td>assente</td><td>4×4</td></tr><tr><td>FRITZ!Box 5690</td><td>1.376 Mbit/s</td><td>5.760 Mbit/s</td><td>assente</td><td>4×4</td></tr><tr><td>FRITZ!Box 5690 Pro</td><td>1.200 Mbit/s</td><td>5.760 Mbit/s</td><td>11.530 Mbit/s</td><td>4×4 tribanda</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>7690</strong> e il <strong>5690</strong> hanno il doppio delle antenne per banda rispetto al 7630: se hai molti client Wi-Fi 7 che possono usare 4 stream — rari oggi, comuni domani — il salto è concreto. Il 5690 nasce per la fibra ottica con supporto GPON/AON, il 7690 per la DSL con modem VDSL integrato: stessa base radio, connettività WAN diversa. Il <strong>5690 Pro</strong> aggiunge la banda 6 GHz e diventa la scelta per chi ha già la FTTH a 2,5 o 10 Gbit/s e vuole prestazioni pulite verso più client di ultima generazione. Il <strong>7630</strong> vive di una filosofia diversa: portare Wi-Fi 7 fatto bene su una linea DSL, restare compatto, restare sotto i 300 euro.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Chi deve comprare il 7630 (e chi no)</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>7630</strong> è la scelta giusta se hai una <strong>VDSL supervectoring</strong> che tocca i 200 o 300 Mbit/s e non vedi FTTH nel tuo civico in tempi definiti, se vuoi un router che domani reggerà la FTTH grazie alla porta 2,5 Gbit/s senza doverlo cambiare, se ti serve <strong>Wi-Fi 7 vero</strong> con MLO e Punctured Mode in una casa da 80-120 mq su uno o due piani, e se ti interessa avere DECT integrato, telefonia analogica e base smart home <strong>DECT ULE</strong> in un unico apparato con FRITZ!OS.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Meglio guardare altrove se hai <strong>FTTH da 2,5 o 10 Gbit/s</strong> e vuoi spremerla: il <strong>5690 Pro</strong> è più adatto. Se hai molti client Wi-Fi 7 4×4 in casa — situazione rara oggi in ambiente domestico — il 7690 o il 5690 rendono di più. E se cerchi la banda 6 GHz per isolare il traffico critico dalle interferenze, sul 7630 semplicemente non c&#8217;è.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>In due parole</strong></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> non è un router da titolone. È calibrato con precisione sulla parte di Italia che oggi vive tra VDSL, FTTC e prime FTTH domestiche. Porta Wi-Fi 7 con le funzioni che contano, dentro un apparato da 299 euro, gestisce telefonia, DECT e smart home, e sopravvive al cambio di linea grazie alla porta 2,5 Gbit/s. Dopo tre settimane di uso quotidiano il verdetto è netto: se sei nella fascia giusta, questo apparato lavora molto meglio di quanto il &#8220;solo VDSL&#8221; farebbe pensare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il tuo dubbio è &#8220;ma serve Wi-Fi 7 con una VDSL?&#8221;, guarda al traffico che dentro casa non esce mai sul WAN, al numero di dispositivi che hai in tasca e sui muri, alla durata utile del router. Se invece cerchi il massimo assoluto, il 7630 non è l&#8217;apparato giusto per te e ti serve un modello più alto in gamma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se ti serve vederlo in azione con i numeri sulla mappa delle connessioni italiane, ti lascio di nuovo il video: <a href="https://youtu.be/_ykvaCclrL4">https://youtu.be/_ykvaCclrL4</a>. Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> puoi acquistarlo sullo shop ufficiale FRITZ! all&#8217;indirizzo <a href="https://www.fritzshop.it/fritzbox-7630.php">https://www.fritzshop.it/fritzbox-7630.php</a> o su Amazon a <a href="https://amzn.to/3V31saa">https://amzn.to/3V31saa</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<h3 class="wp-block-heading">Piccolo glossario, senza fronzoli</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono termini che nel mondo del Wi-Fi vengono usati come se fossero italiano corrente. Non lo sono. Ti spiego quelli che ho usato in questo post, così quando li rileggi sai esattamente di cosa sto parlando.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Wi-Fi 7</strong> è il nome commerciale dello standard <strong>IEEE 802.11be</strong>. È la generazione successiva al Wi-Fi 6 e al Wi-Fi 6E. Le novità principali che porta sono canali più larghi (fino a 320 MHz), modulazione <strong>4K-QAM</strong> più densa, <strong>MLO</strong> e <strong>Punctured Mode</strong>. Non è solo più veloce sulla carta: è pensato per gestire meglio le case affollate di dispositivi.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MLO</strong> sta per <strong>Multi-Link Operation</strong>. Immagina che il tuo smartphone stia parlando con il router usando la banda 5 GHz. Se un vicino accende il forno a microonde o una rete parte a interferire, la connessione rallenta. Con MLO, se sia il router sia il client supportano Wi-Fi 7, il collegamento può aprire un secondo canale in parallelo sulla banda 2,4 GHz e sfruttarli entrambi insieme. Il traffico viaggia sulla strada più libera in ogni istante, oppure su entrambe sommate. Il risultato pratico è <strong>meno latenza</strong> e <strong>connessione più stabile</strong>, che si sente in video call, gaming e streaming.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Punctured Mode</strong> è la traduzione tecnica di &#8220;buco intelligente&#8221;. Il Wi-Fi 7 usa canali larghi, per esempio 160 MHz sui 5 GHz. Nel Wi-Fi 6 se una porzione di quel canale largo era occupata o disturbata, tutto il canale veniva declassato a una larghezza inferiore per evitare il conflitto. Con Punctured Mode il router <strong>&#8220;buca&#8221;</strong> solo la fetta interferita e continua a usare tutte le altre. Concretamente: la tua rete non perde ampiezza di banda solo perché il vicino ha una rete che ne occupa una piccola parte.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Beamforming</strong> è la capacità del router di <strong>concentrare il segnale radio in direzione del dispositivo</strong> invece di irradiarlo in tutte le direzioni con uguale intensità. Pensa a una lampadina che illumina tutta la stanza contro una torcia che punta dove serve. Il router capisce dove sta il client e &#8220;forma il fascio&#8221; verso di lui. Il vantaggio è segnale più forte a parità di potenza legale, quindi Mbit/s più stabili anche a distanza o dietro un muro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>OFDMA</strong> significa <strong>Orthogonal Frequency-Division Multiple Access</strong>. È la tecnica che permette al router di <strong>servire più dispositivi contemporaneamente</strong> dividendo ogni canale in tanti sotto-canali piccoli assegnati a client diversi nello stesso istante. Nel Wi-Fi vecchio ogni dispositivo aspettava il suo turno; con OFDMA parlano insieme, in parallelo. È il motivo per cui una casa piena di smart TV, videocamere, smartphone e speaker su Wi-Fi 6 e 7 non collassa come farebbe su Wi-Fi 5.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MU-MIMO</strong> sta per <strong>Multi-User Multiple Input Multiple Output</strong>. Semplifico: il router ha più antenne e può inviare <strong>flussi di dati distinti a più dispositivi nello stesso momento</strong>, invece di uno alla volta. È fratello di OFDMA e insieme costruiscono la capacità multi-client dei router moderni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2×2</strong> e <strong>4×4</strong> indicano il numero di <strong>stream spaziali</strong> che una radio del router può gestire in trasmissione e ricezione. Un router 2×2 su una banda ha due antenne attive per quel canale, un 4×4 ne ha quattro. Più stream significa più capacità di raggiungere il picco teorico e di servire client di fascia alta. Il <strong>FRITZ!Box 7630</strong> è 2×2, il <strong>7690</strong> è 4×4.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>MHz e GHz</strong> misurano la <strong>frequenza radio</strong>. Il Wi-Fi domestico usa tre bande: <strong>2,4 GHz</strong> (lunga portata, molto affollata, penetra meglio i muri), <strong>5 GHz</strong> (più veloce, portata inferiore, meno affollata) e <strong>6 GHz</strong> (velocissima, pulitissima, portata ancora più corta). Il 7630 usa le prime due, non ha la 6 GHz.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mbit/s e Gbit/s</strong> misurano la <strong>quantità di dati</strong> che passa in un secondo. 1 Gbit/s equivale a 1.000 Mbit/s. Attenzione a non confondere con megabyte (<strong>MB/s</strong>): 1 byte è 8 bit, quindi una linea da 1 Gbit/s scarica al massimo circa 125 MB al secondo di file veri.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Velocità lorda</strong> e <strong>velocità effettiva</strong>. La lorda è il numero teorico dichiarato dal produttore, calcolato in laboratorio in condizioni ideali. L&#8217;effettiva è quella che il tuo dispositivo vede davvero, che include tutti i costi di trasmissione, ritrasmissioni, interferenze. FRITZ! stessa dichiara che l&#8217;effettiva ottimale del Wi-Fi 7 vale <strong>60-65% della lorda</strong>. Il resto è fisica, non truffa.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>mW e dBm</strong> misurano la <strong>potenza di trasmissione radio</strong>. Il <strong>mW (milliwatt)</strong> è una misura lineare: 100 mW è dieci volte più potente di 10 mW. Il <strong>dBm (decibel-milliwatt)</strong> è la stessa cosa espressa in scala logaritmica, molto più comoda quando si sommano guadagni di antenne e perdite di cavo. La conversione mnemonica: <strong>20 dBm = 100 mW</strong>, <strong>23 dBm = 200 mW</strong>, <strong>30 dBm = 1 W</strong>. In Europa la normativa <strong>ETSI</strong> fissa il tetto di potenza irradiata <strong>EIRP</strong> a <strong>20 dBm (100 mW) sui 2,4 GHz</strong> e a <strong>23 dBm (200 mW) sulla U-NII-1 dei 5 GHz</strong>, con soglie che cambiano sulle sotto-bande superiori. Ogni router venduto in UE rispetta questi limiti: il 7630 non fa eccezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>EIRP</strong> è l&#8217;<strong>Effective Isotropic Radiated Power</strong>, la potenza equivalente irradiata come se il router avesse un&#8217;antenna che spara uguale in ogni direzione dello spazio. È il numero che i regolatori guardano perché tiene conto sia della potenza pura sia del guadagno delle antenne.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>VDSL, Supervectoring 35b</strong>. La <strong>VDSL</strong> è la tecnologia sul doppino telefonico in rame che porta la fibra fino all&#8217;armadio stradale e poi copre l&#8217;ultimo tratto in rame. Il <strong>Supervectoring 35b</strong> è l&#8217;evoluzione che allarga lo spettro utile su rame fino a <strong>35 MHz</strong>, permettendo picchi teorici fino a <strong>300 Mbit/s</strong> in download quando sei molto vicino all&#8217;armadio. Più ti allontani, più il rame perde velocità: fisica pura.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FTTC, FTTH, FWA, ADSL</strong>. Sono le tecnologie di accesso a Internet da casa. <strong>ADSL</strong> è tutta in rame, lenta e in dismissione. <strong>FTTC</strong> è fibra fino all&#8217;armadio e poi rame fino a casa: quella dei &#8220;fino a 200 mega&#8221;. <strong>FTTH</strong> è fibra fino dentro l&#8217;appartamento: quella dei &#8220;1 Gbit/s e oltre&#8221;. <strong>FWA</strong> è wireless via antenne fisse: alternativa alla fibra dove la fibra non arriva.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ONT</strong> sta per <strong>Optical Network Terminal</strong>. È la <strong>scatolina che converte il segnale ottico in Ethernet</strong> quando hai la FTTH. In alcuni contratti è integrato nel router, in altri è un dispositivo separato che l&#8217;operatore installa a muro. Il 7630 non ha ONT integrato: se passi alla FTTH, l&#8217;ONT dell&#8217;operatore ti fornisce la connessione Ethernet che colleghi alla porta 2,5 Gbit/s del FRITZ!.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>DECT</strong> e <strong>DECT ULE</strong>. Il <strong>DECT</strong> è lo standard radio digitale usato dai <strong>telefoni cordless</strong> europei. Il FRITZ!Box 7630 integra la <strong>base DECT</strong>, quindi puoi associare fino a sei cordless senza comprare una base separata. Il <strong>DECT ULE</strong> è la variante a <strong>basso consumo</strong> dello stesso standard usata per <strong>dispositivi smart home</strong>: prese comandate, termostati, sensori. Consuma pochissimo ed è progettato per batterie che durano anni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FXS</strong> è l&#8217;ingresso analogico sul retro del router dove puoi collegare <strong>un vecchio telefono a filo</strong>. Serve a chi vuole mantenere in uso un cordless o un telefono tradizionale anche se la linea telefonica di casa è ormai gestita in VoIP dal router.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>IP/SIP</strong>. Il <strong>SIP (Session Initiation Protocol)</strong> è il protocollo che gestisce le chiamate VoIP moderne. Quando il tuo operatore ti dà la voce &#8220;sul router&#8221; invece che sul doppino, sotto sta girando SIP. Il 7630 fa da centralino SIP integrato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mesh</strong> è la tecnologia che permette a <strong>più dispositivi Wi-Fi di lavorare come un&#8217;unica rete coordinata</strong>. Metti un FRITZ!Repeater al piano di sopra o un secondo FRITZ!Box come satellite, e il <strong>FRITZ! Mesh</strong> decide da solo su quale nodo deve stare ogni client, quando farlo migrare, quale banda usare. Rete unica, nome unico, gestione unica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FRITZ!OS</strong> è il <strong>sistema operativo proprietario</strong> che gira su tutti i FRITZ!Box. La versione attuale è la 8.20. Riceve aggiornamenti gratuiti per anni dopo il lancio: è uno dei motivi per cui un FRITZ! di sette-otto anni fa è spesso ancora perfettamente utilizzabile.</p>



<h2 class="wp-block-heading"><strong>Il video</strong></h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="FRITZ!Box 7630 RECENSIONE: il router giusto per metà Italia" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/S8qDfxgNFv4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<item>
		<title>WindTre ha annunciato un nuovo piano di migrazione dall&#8217;ADSL che partirà il 25 agosto 2026 e si concluderà entro il 27 ottobre 2026.</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2026/06/27/windtre-ha-annunciato-un-nuovo-piano-di-migrazione-dalladsl-che-partira-il-25-agosto-2026-e-si-concludera-entro-il-27-ottobre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 27 Jun 2026 16:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Prima di entrare nel merito delle implicazioni contrattuali, vale la pena fermarsi sulla parte tecnica, perché il salto non è banale e cambia parecchie cose nella vita quotidiana di chi oggi usa ancora l&#8217;ADSL. È il quarto step di un&#8230; <br /><a class="read-more-button" href="https://www.francescorenzo.com/2026/06/27/windtre-ha-annunciato-un-nuovo-piano-di-migrazione-dalladsl-che-partira-il-25-agosto-2026-e-si-concludera-entro-il-27-ottobre-2026/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><em>Prima di entrare nel merito delle implicazioni contrattuali, vale la pena fermarsi sulla parte tecnica, perché il salto non è banale e cambia parecchie cose nella vita quotidiana di chi oggi usa ancora l&#8217;ADSL. È il quarto step di un percorso di dismissione progressiva del rame, con passaggio dei clienti residui verso FTTC, FTTH o, dove la rete fissa non arriva, FWA.</em></p>



<h4 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è l&#8217;ADSL e come funziona</h4>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;<strong>ADSL</strong> (Asymmetric Digital Subscriber Line) è una tecnologia di accesso a Internet che viaggia sul <strong>doppino telefonico in rame</strong>, lo stesso cavo che alimenta la cara vecchia presa del telefono. La parola chiave è &#8220;asimmetrica&#8221;: la banda in download è molto più ampia di quella in upload, scelta progettuale pensata per un utilizzo tipicamente domestico (si scarica molto, si invia poco). Le velocità reali nelle linee italiane si attestano in genere tra i 7 e i 20 Mbps in download, con un crollo progressivo all&#8217;aumentare della distanza dalla centrale: più sei lontano, meno banda hai.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il punto interessante è che sullo stesso doppino convivono due servizi: i dati in banda larga e la <strong>fonia tradizionale PSTN</strong> (rete telefonica commutata, anche detta RTG) in banda fonica. A separarli pensa un piccolo dispositivo chiamato <strong>filtro</strong> o splitter, che divide le frequenze. Questo significa che il telefono di casa funziona anche a modem spento, perché la voce non passa da Internet ma viaggia come segnale analogico direttamente sulla linea telefonica. Più sotto vedremo perché questo dettaglio cambia tutto quando si passa a FTTC, FTTH o FWA.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi un altro aspetto storicamente sottovalutato: la linea telefonica tradizionale è <strong>telealimentata</strong> dalla centrale. In altre parole, anche se in casa va via la corrente, il telefono fisso classico continua a funzionare perché riceve l&#8217;alimentazione direttamente dal doppino. È una caratteristica nativa della rete in rame, e oggi la diamo per scontata.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La famiglia FTTx: FTTC e FTTH</h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>FTTx</strong> è una sigla ombrello che indica diverse architetture di rete in fibra ottica, e la &#8220;x&#8221; cambia a seconda di quanto la fibra si avvicina all&#8217;utente.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <strong>FTTC</strong> (Fiber to the Cabinet) la fibra arriva fino all&#8217;armadio stradale, quello che vedete agli angoli delle vie. Da lì all&#8217;abitazione si usa ancora il doppino in rame, ma con una tecnologia diversa dall&#8217;ADSL: la <strong>VDSL2</strong>, spesso con profilo 35b in modalità <strong>vectoring</strong> per ridurre le interferenze. Le velocità reali tipiche vanno da 100 a 200 Mbps in download, con upload molto più consistente rispetto all&#8217;ADSL. Più sei vicino all&#8217;armadio, più la banda è piena.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella <strong>FTTH</strong> (Fiber to the Home) la fibra entra direttamente in casa, senza tratti in rame nel mezzo. È la soluzione più performante: 1 Gbps di download è ormai standard, con offerte che spingono fino a 2,5 e 10 Gbps in alcune aree. La latenza è bassissima e la stabilità non dipende dalla distanza dalla centrale nel modo in cui dipende per le tecnologie su rame.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è la FWA</h4>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>FWA</strong> (Fixed Wireless Access) è una soluzione di accesso radio fisso. Il segnale arriva via etere da una stazione radio base, captato da un&#8217;antenna esterna o da un <strong>CPE</strong> (Customer Premises Equipment) installato in casa. Tecnologicamente si appoggia alle reti 4G e 5G in postazione fissa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il vantaggio è la copertura: arriva dove la fibra non c&#8217;è e non conviene portarla. Il limite è che le prestazioni dipendono dalla distanza dal sito radio, dal numero di utenti connessi alla stessa cella nello stesso momento e, in misura minore, da condizioni atmosferiche e ostacoli fisici. La FWA moderna in 5G FR1 può comunque garantire prestazioni paragonabili a una FTTC di buona qualità.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il vero cambio epocale: la fonia diventa VoIP</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Qui c&#8217;è il passaggio che molti utenti non hanno ancora metabolizzato. Con FTTC, FTTH e FWA la <strong>voce non viaggia più come segnale analogico in banda fonica</strong>: diventa <strong>VoIP</strong> (Voice over IP). Le chiamate sono pacchetti dati che attraversano la stessa connessione Internet usata per navigare.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In termini pratici questo significa diverse cose:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il telefono di casa non si collega più alla presa a muro tradizionale, ma a una <strong>porta FXS</strong> presente sul router (sui FRITZ!Box, ad esempio, si chiamano &#8220;Fon&#8221;). Senza router acceso, niente telefono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se va via la corrente in casa, <strong>il telefono non funziona</strong>. Punto. Il router è alimentato dalla rete elettrica domestica e, quando questa manca, si spegne portandosi via anche il servizio voce. La telealimentazione della centrale, che nel mondo PSTN garantiva la fonia anche durante un blackout, qui non esiste più. Per chi vuole continuità di servizio in casi di emergenza l&#8217;unica strada è un <strong>UPS</strong> (gruppo di continuità) sul router, oppure tenere a portata di mano un cellulare carico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se il router si impalla, va in crash o ha bisogno di un riavvio per qualsiasi motivo, <strong>durante tutta la fase di reboot non si possono fare né ricevere chiamate</strong>. Sono in genere uno o due minuti, ma sono minuti in cui il telefono è muto. Lo stesso vale ogni volta che si aggiorna il firmware del router o lo si riconfigura.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La qualità della voce, infine, dipende dalla qualità della connessione dati. Se la linea è satura, instabile o con latenza alta, la chiamata ne risente: vuoti audio, voce metallica, scatti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è poi un capitolo dedicato alle <strong>utenze sensibili</strong>: telesoccorso, antifurti collegati al doppino, fax aziendali residui, POS analogici, ascensori con linea di emergenza. Tutti questi sistemi nati per la PSTN vanno <strong>riconfigurati o sostituiti</strong> prima della migrazione, perché non sempre dialogano correttamente con il VoIP. È un punto da affrontare per tempo, non il giorno del passaggio.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Il ribaltamento delle prese telefoniche</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Una domanda che riceverò sicuramente è: &#8220;Devo per forza tenere il telefono accanto al router?&#8221;. La risposta è no, ed entra in gioco un&#8217;operazione che si chiama <strong>ribaltamento delle prese telefoniche</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il principio è semplice: nella configurazione tradizionale il segnale telefonico entra in casa dall&#8217;esterno tramite il doppino di Telecom/operatore, raggiunge la presa principale e si distribuisce a tutte le altre prese dell&#8217;abitazione tramite il cablaggio interno. Con il passaggio al VoIP quel segnale dall&#8217;esterno non c&#8217;è più, e di default la fonia funziona solo sulla <strong>porta FXS del router</strong>, quindi solo per il telefono collegato direttamente lì.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il ribaltamento &#8220;inverte&#8221; il punto di ingresso: si <strong>scollega la rete telefonica interna dalla vecchia linea esterna</strong> e la si collega all&#8217;uscita voce del router. Da quel momento il router diventa il nuovo &#8220;centralino&#8221; di casa e inietta il segnale VoIP sull&#8217;impianto telefonico esistente. Risultato: tutte le <strong>prese a muro tornano attive</strong> e si possono continuare a usare i vecchi telefoni analogici, cordless o a filo, dove sono sempre stati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È la soluzione ideale per chi ha più prese telefoniche distribuite in casa, un fisso lontano dal router, oppure un impianto già cablato che si vuole riutilizzare senza stendere nuovi cavi o moltiplicare i cordless. Diventa quasi indispensabile in presenza di <strong>combinatori d&#8217;allarme PSTN</strong>, telesoccorso o altri dispositivi che storicamente si appoggiano a una specifica presa dell&#8217;impianto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Attenzione però: il ribaltamento non è sempre un&#8217;operazione banale. Dipende da come è cablato l&#8217;impianto e da dove si trova la presa principale. Su impianti recenti e ordinati bastano pochi collegamenti, su impianti vecchi, ramificati o poco documentati conviene farlo eseguire a un <strong>tecnico o elettricista competente</strong>. Va anche assolutamente evitato di lasciare la rete domestica collegata sia alla vecchia linea esterna sia all&#8217;uscita del router: si rischiano corto circuiti e danni all&#8217;apparato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un limite resta inaggirabile: anche con il ribaltamento, tutto continua a dipendere dal router acceso e dalla corrente elettrica. Le prese tornano attive, ma se manca la corrente la fonia tace lo stesso.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Telefoni analogici e telefoni VoIP nativi</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Vale la pena spendere due parole anche sull&#8217;apparecchio in sé. Con il ribaltamento o con il collegamento diretto alla porta FXS si continuano a usare i <strong>telefoni analogici tradizionali</strong>, cordless o a filo, esattamente come prima. È la soluzione più diffusa, economica e familiare per il pubblico domestico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Esiste però una seconda strada: i <strong>telefoni VoIP nativi</strong>. Sono apparecchi che parlano direttamente il protocollo SIP e si collegano al router via cavo Ethernet o Wi-Fi, senza passare dalla porta FXS e quindi senza nessuna conversione analogico/digitale nel mezzo. I vantaggi sono concreti: qualità audio superiore con <strong>HD Voice</strong> nativo, funzionalità avanzate (rubriche cloud, gestione multi-account SIP, tasti BLF per la presenza di linea), maggiore flessibilità in scenari professionali. Lo svantaggio è il costo, mediamente più alto rispetto a un cordless analogico, e una configurazione meno immediata per l&#8217;utente medio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono molto comuni in ambito business, dove i centralini IP sono ormai lo standard, mentre in ambito domestico restano una scelta di nicchia. Per la stragrande maggioranza delle case la combinazione <strong>router con FXS + ribaltamento delle prese + telefoni cordless analogici</strong> copre benissimo l&#8217;esigenza, riusando l&#8217;impianto e l&#8217;apparecchio che si hanno già.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale la pena ricordare anche il caso dei <strong>router con base DECT integrata</strong> (i FRITZ!Box sono l&#8217;esempio più diffuso): gestiscono nativamente cordless DECT senza bisogno di una base esterna, e rappresentano una via di mezzo elegante tra il vecchio cordless analogico e il telefono IP puro.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Perché serve cambiare anche il router</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>modem ADSL</strong> monta un chipset DSL pensato per modulare e demodulare il segnale sul rame in banda larga ADSL/ADSL2+. È hardware specifico per quella tecnologia. Quando si passa a una rete di nuova generazione il chipset non basta più:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>FTTC</strong> serve un modem <strong>VDSL2</strong> (idealmente con supporto al profilo 35b e al vectoring), perché ADSL e VDSL viaggiano su frequenze diverse e usano modulazioni differenti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>FTTH</strong> serve un router con porta ottica integrata oppure un <strong>ONT</strong> (Optical Network Terminal) esterno collegato al router via Ethernet. Qui il segnale non è elettrico ma luminoso, e ci vuole hardware in grado di gestirlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per la <strong>FWA</strong> serve un CPE con modem cellulare 4G o 5G integrato e antenna dimensionata sulle bande dell&#8217;operatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In tutti i casi il nuovo router deve poter gestire il VoIP, quindi avere almeno una porta FXS per collegare i telefoni analogici di casa, oppure supportare telefoni IP via Ethernet o DECT. Il vecchio modem ADSL, semplicemente, non è adatto: non è una scelta commerciale dell&#8217;operatore, è una questione di compatibilità hardware.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I pro della migrazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano tecnico i vantaggi sono evidenti. <strong>Banda nettamente superiore</strong>, sia in download che in upload, con un upload finalmente utilizzabile per smart working, videoconferenze, cloud, backup e streaming verso piattaforme social. <strong>Latenza più bassa</strong>, che migliora gaming online, chiamate VoIP, applicazioni interattive. <strong>Stabilità maggiore</strong> nel tempo, specialmente in FTTH, dove la fibra non soffre i problemi tipici del rame (umidità, ossidazione, interferenze). Possibilità di <strong>abilitare servizi moderni</strong> come IPTV 4K, multi-streaming, smart home con tante telecamere, NAS accessibili da remoto. Infine, su FTTH e FWA 5G, <strong>una prospettiva di evoluzione</strong>: la rete continuerà a essere potenziata, mentre l&#8217;ADSL è una tecnologia in fine vita su cui nessuno investe più.</p>



<h4 class="wp-block-heading">I contro e i punti di attenzione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Non è tutto oro. <strong>La fonia dipende dalla corrente elettrica</strong>: durante un blackout il telefono di casa non funziona, e questo per alcune famiglie (anziani soli, persone con esigenze sanitarie particolari) è un cambio rilevante. <strong>La fonia dipende dal router</strong>: se va in crash o serve un riavvio, per qualche minuto non si chiama né si riceve. <strong>Le utenze speciali</strong> vanno riprogrammate: allarmi, telesoccorso, POS, fax. <strong>Il router va sostituito</strong>, e se ce ne sono ancora rate residue resta il tema del saldo. Per chi è in <strong>FWA</strong>, infine, le prestazioni possono variare nel tempo in base al carico della cella radio, cosa che sulla fibra non accade.</p>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è anche un punto psicologico da non sottovalutare: per molti utenti l&#8217;ADSL &#8220;ha sempre funzionato così&#8221; da vent&#8217;anni, e il cambio rete porta con sé una piccola curva di apprendimento. Il telefono che si attacca al router invece che al muro (a meno di fare il ribaltamento), il router che diventa centrale e non più accessorio, l&#8217;ONT come scatoletta in più nei modelli FTTH separati.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Recesso senza penali: quando si applica davvero</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Veniamo alla parte contrattuale, dove sto leggendo molti titoli che danno per scontato un diritto che scontato non è.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il <strong>modulo ufficiale WindTre</strong> prevede il recesso senza penali e senza costi di disattivazione nei casi di <strong>variazioni contrattuali</strong> comunicate dall&#8217;operatore, con finestra di <strong>60 giorni</strong> dalla comunicazione per esercitare il diritto. Questo è il riferimento normativo, coerente con quanto previsto dall&#8217;AGCOM in tema di modifiche unilaterali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La domanda è: la migrazione dall&#8217;ADSL alla FTTC rientra automaticamente in questa categoria? Non necessariamente. Se WindTre sostituisce la tecnologia di accesso lasciando inalterati canone, condizioni economiche e perimetro del servizio, siamo di fronte a una migrazione tecnica, non a una modifica contrattuale in senso stretto. Se invece nella comunicazione compaiono ritocchi al canone, modifiche delle condizioni o variazioni del servizio offerto, allora il diritto di recesso senza penali diventa solido.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In pratica: leggete la comunicazione che arriva in fattura prima di muovervi. È quel testo a stabilire se il recesso è esercitabile come modifica unilaterale oppure no.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Cosa succede se si rifiuta la migrazione</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Il rifiuto, da solo, non basta a garantire di restare sull&#8217;<strong>ADSL</strong> alle stesse condizioni. La rete in rame è in dismissione progressiva e WindTre, su quelle linee, non ha più margine di manovra una volta superata la data prevista. Le opzioni concrete restano tre: accettare il passaggio alla nuova tecnologia, recedere se la comunicazione ne offre i presupposti, oppure portare il numero a un altro operatore con <strong>codice di migrazione</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Va ricordato un dettaglio operativo che spesso sfugge: se ci sono <strong>rate residue del modem</strong>, queste vanno saldate in caso di chiusura anticipata della linea. È un costo che incide sulla scelta finale e che conviene mettere sul tavolo da subito.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Come si presenta la richiesta di recesso</h4>



<p class="wp-block-paragraph">I canali ufficiali sono cinque: raccomandata A/R, <strong>PEC</strong>, punto vendita WindTre, chiamata al <strong>159</strong> e form web. Nel modulo va indicata la modalità desiderata, cioè cessazione della linea con perdita del numero oppure portabilità verso altro operatore tramite codice di migrazione. La differenza non è formale: nel primo caso il numero si perde, nel secondo viaggia con voi sul nuovo gestore.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La mia indicazione pratica</h4>



<p class="wp-block-paragraph">Quando arriva la comunicazione in fattura, prima di tutto verificate cosa cambia davvero: canone, profilo dell&#8217;offerta, eventuali nuovi costi. Se è una migrazione tecnica pulita, il recesso senza penali per modifica contrattuale è un terreno fragile. Se invece nel testo compaiono variazioni economiche o di servizio, avete i 60 giorni per decidere con calma.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sul piano tecnico, invece, il consiglio è di prepararsi per tempo: capire se in zona arriva FTTH o solo FTTC, valutare la FWA come alternativa, censire le utenze speciali collegate al doppino e, se ci sono più prese telefoniche in casa, mettere in conto un ribaltamento fatto a regola d&#8217;arte. Se la continuità della fonia in caso di blackout è critica, vale la pena un piccolo UPS sul router. La migrazione è inevitabile, tanto vale arrivarci preparati.</p>



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		<title>No Fibra a Fondi: quando l’ignoranza tecnologica diventa un cartello stradale</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2026/06/08/no-fibra-a-fondi-quando-lignoranza-tecnologica-diventa-un-cartello-stradale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 16:11:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Meta description: A Fondi, in provincia di Latina, sono comparsi cartelli “No Fibra” su un armadio stradale TIM. Ecco perché la fibra ottica non emette radiazioni e cosa c’è davvero dietro questi movimenti anti-tecnologia. Il caso assurdo arriva da Fondi&#8230; <br /><a class="read-more-button" href="https://www.francescorenzo.com/2026/06/08/no-fibra-a-fondi-quando-lignoranza-tecnologica-diventa-un-cartello-stradale/">Leggi tutto</a>]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph"><strong>Meta description:</strong> A Fondi, in provincia di Latina, sono comparsi cartelli “No Fibra” su un armadio stradale TIM. Ecco perché la fibra ottica non emette radiazioni e cosa c’è davvero dietro questi movimenti anti-tecnologia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il caso assurdo arriva da Fondi</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ci sono notizie che, quando le leggi, pensi subito a una <strong>fake news</strong>. Invece no, è tutto vero. A Fondi, in provincia di Latina, qualcuno ha pensato bene di transennare un <strong>armadio stradale TIM</strong> con nastri bianchi e rossi, attaccando sopra un cartello con la scritta “No Fibra”. La notizia è stata pubblicata dalla testata locale <strong>Latina Editoriale Oggi</strong> e poi rilanciata sui social, dando vita a una categoria di cittadini che francamente speravo di non dover mai raccontare: i <strong>No Fibra</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Sì, avete capito bene. Dopo i No 5G, i No Wi-Fi, i No microonde e i No tutto, adesso ci sono anche quelli contro la <strong>fibra ottica</strong>. Una tecnologia che, tra tutte, è forse la più innocua che esista sul pianeta.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Perché la fibra ottica NON emette radiazioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Partiamo dalle basi, perché evidentemente serve. La <strong>fibra ottica</strong> è un sottilissimo filamento di vetro all’interno del quale viaggia la <strong>luce</strong>. Non onde radio, non microonde, non radiazioni elettromagnetiche di alcun tipo. Luce, punto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo significa che un cavo in fibra ottica:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>non produce campi elettromagnetici</strong></li>



<li><strong>non contribuisce all’inquinamento elettromagnetico ambientale</strong></li>



<li><strong>è immune alle interferenze esterne</strong> (un vantaggio tecnico enorme rispetto al rame)</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Quando la luce passa dentro un filamento di vetro, fuori dal vetro non succede assolutamente nulla. Zero. Nada. È una delle tecnologie di trasmissione dati più “pulite” mai inventate dall’uomo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il paradosso: chi protesta contro la fibra dovrebbe amarla</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Qui arriva la parte tragicomica. Negli <strong>armadi stradali</strong> la fibra ottica c’è sempre. Il rame, invece, lo trovi solo nell’ultimo tratto se hai una connessione <strong>ADSL</strong> o <strong>FTTC</strong>.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>ADSL</strong>: massimo 20 Mbit/s in download, 1 Mbit/s in upload, tutto su doppino in rame</li>



<li><strong>FTTC</strong>: fibra fino all’armadio, rame nell’ultimo tratto fino a casa</li>



<li><strong>FTTH</strong>: fibra ottica fino dentro l’appartamento</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">E indovinate dove <strong>passa l’elettricità</strong> generando piccoli campi elettromagnetici? Esatto, nel <strong>rame</strong>. Quindi il signore che ha attaccato il cartello “No Fibra”, se davvero teme i campi elettromagnetici, dovrebbe pretendere a gran voce la <strong>FTTH</strong> in tutto il paese. Invece protesta proprio contro l’unica tecnologia che lo libererebbe dal “problema” che dice di avere. Coerenza zero.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E ovviamente speriamo che questa persona non abbia uno smartphone, non guardi la TV (l’antenna riceve onde elettromagnetiche), non usi elettrodomestici e viva possibilmente in una capanna di paglia. Perché qualsiasi dispositivo elettrico in casa sua emette molti più campi elettromagnetici di un cavo in fibra ottica.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il ruolo dei social nella disinformazione tecnologica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come nascono questi movimenti? La risposta è quasi sempre la stessa: <strong>post virali su Facebook</strong>. Il social per eccellenza dove l’ignoranza si propaga più velocemente del 5G millimetrico. Lì un post sgrammaticato con un’immagine inquietante diventa “verità” nel giro di poche ore, condiviso da migliaia di persone che non hanno mai aperto un libro di fisica in vita loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E così, accanto ai <strong>No 5G</strong>, ai <strong>No Wi-Fi</strong>, ai complottisti delle <strong>scie chimiche</strong> e ai nostalgici del <strong>modem 56K</strong>, adesso ci tocca aggiungere anche i <strong>No Fibra</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I 3 motivi dietro i movimenti anti-tecnologia</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni volta che nasce un movimento di questo tipo, gli ingredienti sono sempre gli stessi tre.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Scarsa alfabetizzazione digitale.</strong> Le persone non sanno cosa sia una <strong>frequenza</strong>, non distinguono tra <strong>radiazioni ionizzanti e non ionizzanti</strong>, non hanno idea di come funzioni un’<strong>onda elettromagnetica</strong>. Per loro è tutto un grande “quella cosa lì che fa male”. Il sole, in teoria, emette radiazioni ben più potenti di qualunque router, ma a quanto pare ci si scotta solo per colpa dei poteri forti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Bias di conferma.</strong> Se tu sei convinto che una tecnologia faccia male, su internet trovi sempre un gruppo che ti dà ragione. E quel gruppo cresce, si autoalimenta, si chiude in una <strong>echo chamber</strong> dove nessuno mette in discussione nulla. Ed ecco che nasce il movimento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Inaccessibilità del linguaggio tecnico.</strong> Qui parlo da divulgatore: spesso noi del settore diamo per scontato che le sigle siano comprensibili. <strong>ADSL, FTTC, FTTH, 4G, 5G, NR, mmWave</strong>… per molte persone è tutto “internet” e basta. E questo lascia spazio a chi vuole spiegare male le cose per fare paura.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I veri vantaggi della fibra ottica (che molti danno per scontati)</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>fibra ottica</strong> non è solo una connessione veloce. È un’<strong>infrastruttura strategica</strong> che oggi permette cose impensabili fino a vent’anni fa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Smart working e remote working</strong>: lavorare da casa con stabilità di segnale e bassa latenza</li>



<li><strong>Telemedicina</strong>: consulti a distanza, monitoraggio dei pazienti, persino chirurgia robotica assistita da remoto</li>



<li><strong>Pubblica amministrazione digitale</strong>: SPID, app IO, certificati online, fascicolo sanitario elettronico</li>



<li><strong>Didattica a distanza</strong> e formazione online di qualità</li>



<li><strong>Smart city e IoT</strong>: sensori, telecamere, gestione del traffico, illuminazione intelligente</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Tutto questo funziona perché c’è una <strong>rete in fibra</strong> che lo sostiene. Bloccare la fibra significa, nei fatti, bloccare il progresso di un intero territorio.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa fare quando incontri un “No Fibra”</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il consiglio è semplice: <strong>non rispondere con rabbia</strong>. Spesso queste persone non sono in malafede, sono semplicemente disinformate. E la disinformazione si combatte con pazienza, divulgazione e contenuti accessibili. Per questo motivo, su questo blog e sul mio canale YouTube continuo a parlare di <strong>telecomunicazioni</strong>, di reti, di operatori e di tecnologie cercando di farlo con un linguaggio semplice, perché capire come funziona internet è ormai una <strong>competenza di base di cittadinanza</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo, a Fondi, speriamo davvero che si tratti di un <strong>gesto isolato</strong> e non dell’inizio di un nuovo movimento. Perché di ignoranza tecnologica, in Italia, ne abbiamo già abbastanza.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Dopo i No 5G, i No WiFi… benvenuti ai No Fibra 🤦" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/r65UL0SuMnI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>COSA C&#8217;É DENTRO UN PROVIDER? &#x1f50d;  ESPLORIAMO DIMENSIONE SRL</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2025/03/09/cosa-ce-dentro-un-provider-esploriamo-dimensione-srl/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Mar 2025 09:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Benvenuti, appassionati di tecnologia e telecomunicazioni! Oggi vi porto con me in un viaggio nel cuore del Molise, una terra spesso etichettata come immobile e ancorata al passato. Ma dietro questa apparente tranquillità, ho scoperto una realtà sorprendente, un&#8217;eccellenza nel&#8230; <br /><a class="read-more-button" href="https://www.francescorenzo.com/2025/03/09/cosa-ce-dentro-un-provider-esploriamo-dimensione-srl/">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Benvenuti, appassionati di tecnologia e telecomunicazioni!</strong> Oggi vi porto con me in un viaggio nel cuore del Molise, una terra spesso etichettata come immobile e ancorata al passato. Ma dietro questa apparente tranquillità, ho scoperto una realtà sorprendente, un&#8217;eccellenza nel mondo dei <strong>provider internet</strong>: <strong>Dimensione</strong> a Campobasso. Preparatevi a ricredervi su questa regione perché qui si fanno cose veramente straordinarie.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un&#8217;esperienza immersiva nella sede di Dimensione</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Il mio arrivo nella sede di <strong>Dimensione</strong> è stato a dir poco impressionante. Mi sono trovato in un ambiente <strong>tecnologicamente</strong> avanzato, un vero e proprio hub di innovazione dove ho incontrato molti volti noti del panorama <strong>YouTube</strong>, tra cui il <strong>SEO Dimensione</strong>. L&#8217;atmosfera era vibrante, con un evento in corso introdotto dal presidente <strong>Roberto Padulo</strong>. Ho subito percepito la passione e l&#8217;orgoglio di un&#8217;azienda che crede fortemente nel proprio territorio.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Velocità da record: dalla FTTH alla 50 GPON</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante l&#8217;evento, il CTO <strong>Giuseppe Soci</strong> ha illustrato la rapidissima evoluzione della <strong>connettività</strong> offerta da <strong>Dimensione</strong>. Pensate che nel 2020 hanno lanciato la <strong>FTTH</strong> a 1 Gigabit, passando a 2.5 Gigabit nel 2021 e, grazie alla partnership con <strong>Open Fiber</strong>, raggiungendo i 10 Gigabit nel 2022. Un&#8217;accelerazione incredibile, un vero e proprio x10 in soli due anni, esteso a livello nazionale grazie al supporto di importanti <strong>YouTuber</strong>. Ma la vera sorpresa è l&#8217;annuncio che il Molise sarà la prima regione a ricevere la <strong>10 GB</strong> nel 2025. E non finisce qui: <strong>Dimensione</strong> è già pronta per la <strong>50 GPON</strong>, una tecnologia ancora inesistente a livello globale. Questo significa offrire la <strong>connettività più veloce del mondo</strong>.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un impegno concreto per il Molise: il Progetto 10 GB e il Coworking</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;impegno di <strong>Dimensione</strong> per il Molise è tangibile. Il progetto <strong>Molise 10 GB</strong> mira a connettere ogni singolo borgo con una velocità di 10 Gigabit. Ma non si tratta solo di <strong>banda ultra larga</strong>. Ho avuto modo di visitare il <strong>Samnum Innovation Lab</strong>, uno spazio di <strong>coworking</strong> all&#8217;interno della sede di <strong>Dimensione</strong>, dotato di <strong>connettività</strong> super veloce, pensato per attrarre talenti e favorire la collaborazione tra professionisti, aziende e università del Molise. L&#8217;obiettivo è chiaro: combattere lo <strong>spopolamento</strong> e trasformare il Molise nella &#8220;<strong>smart working land</strong> del mondo&#8221;.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Innovazione al servizio del cliente: Cloud, Videosorveglianza Intelligente e Li-Fi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;innovazione in <strong>Dimensione</strong> non si ferma alla sola velocità di connessione. Sono in arrivo servizi come un <strong>cloud gratuito</strong> per i clienti, simile a Dropbox, e un sistema di <strong>videosorveglianza innovativo</strong> con registrazione remota, eliminando il rischio di furto dei dati locali. Ho anche scoperto l&#8217;implementazione di <strong>Wi-Fi 7</strong> e della tecnologia <strong>Li-Fi</strong> (trasmissione dati tramite luce) nelle sale riunioni, offrendo alternative e potenziamenti alla tradizionale infrastruttura di rete. Si parla addirittura di <strong>Fiber to the Desk (FTTD)</strong> per portare la fibra ottica direttamente su ogni postazione di lavoro.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un modello di Customer Care all&#8217;avanguardia</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto che mi ha particolarmente colpito è la filosofia aziendale di <strong>Dimensione</strong> riguardo al <strong>customer care</strong>. Dimenticate i call center impersonali: qui i clienti parlano direttamente con tecnici qualificati, residenti nel territorio, pronti a risolvere i problemi senza inutili attese o filtri. La trasparenza tariffaria è un altro punto di forza, con prezzi stabili nel tempo e senza costi nascosti. L&#8217;azienda punta sulla <strong>fidelizzazione del cliente</strong> offrendo anche iniziative come <strong>Dimensione Explorer</strong>, che prevede escursioni gratuite per i propri abbonati.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Un incontro speciale con Blink 46</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Durante la mia visita, ho avuto il piacere di incontrare anche <strong>Blink 46</strong> (Alvise), un noto <strong>YouTuber</strong> e idolo per molti appassionati di tecnologia. La sua presenza testimonia l&#8217;attenzione che <strong>Dimensione</strong> riserva al mondo della comunicazione digitale e la sua apertura verso figure influenti del settore.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusioni: un&#8217;eccellenza molisana che guarda al futuro</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La mia visita a <strong>Dimensione</strong> è stata una vera e propria rivelazione. Ho scoperto un&#8217;azienda all&#8217;avanguardia nel settore delle <strong>telecomunicazioni</strong>, profondamente radicata nel proprio territorio ma con una visione globale. L&#8217;impegno per l&#8217;innovazione, la <strong>banda ultra larga</strong>, i servizi avanzati e un <strong>customer care</strong> di qualità fanno di <strong>Dimensione</strong> un esempio virtuoso. E tengo a precisare, come ha fatto anche il narratore nel video, che questo post non è sponsorizzato. Ho semplicemente voluto condividere un&#8217;esperienza che mi ha mostrato un Molise dinamico e proiettato verso il futuro, grazie a realtà come <strong>Dimensione</strong>. Se siete appassionati di <strong>tecnologia</strong> e <strong>connettività</strong>, tenete d&#8217;occhio questa realtà: ne sentiremo sicuramente parlare ancora a lungo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il video</h2>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="COSA C&#039;É DENTRO UN PROVIDER? ESPLORIAMO DIMENSIONE SRL" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/gK2OJlb2_LY?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Sondaggio VTKE sulla libertà di scelta dei dispositivi per il collegamento ad Internet</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2024/05/13/sondaggio-vtke-sulla-liberta-di-scelta-dei-dispositivi-per-il-collegamento-ad-internet/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 13 May 2024 14:00:28 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Sei stanco di essere vincolato al router che il tuo provider ti impone? Vuoi avere il potere di scegliere il dispositivo che meglio si adatta alle tue esigenze di connessione? Se sì, allora sei in buona compagnia. Secondo un recente sondaggio condotto dall’Associazione dei fabbricanti di terminali di telecomunicazione (VTKE) in vari paesi europei, gli utenti desiderano ardentemente la <strong>libera scelta del router</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">La voce degli utenti</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il sondaggio ha rivelato che gli utenti vogliono la possibilità di selezionare liberamente il dispositivo terminale per la loro connessione a Internet. Questo significa dire addio ai giorni in cui eri costretto a utilizzare un router specifico o un modem imposto dal tuo provider. La <strong>libera scelta del router</strong> consentirebbe agli utenti di prendere il controllo e di optare per il terminale che meglio soddisfa le loro esigenze in termini di qualità, funzionalità e prestazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Le sfide normative</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Ma perché i provider spesso impongono un router specifico? La risposta risiede in parte nell’ambiguità normativa riguardante il “punto terminale di rete”. Alcuni operatori considerano il router parte integrante della rete di telecomunicazioni pubblica, mentre altri lo vedono come parte della rete locale privata. Questa interpretazione influisce sulla possibilità di scelta del dispositivo da parte degli utenti. Tuttavia, la <strong>libera scelta del router</strong> è fondamentale per garantire un’esperienza di connessione senza limitazioni.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Innovazione e reti gigabit</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La <strong>libera scelta del router</strong> non è solo una questione di libertà, ma anche di innovazione. Consentendo agli utenti di selezionare il proprio terminale, si apre la strada a nuove soluzioni e tecnologie. Inoltre, offre agli utenti la possibilità di sfruttare appieno le reti Gigabit ad alte prestazioni. Questo principio è già applicato dai gestori di telefonia mobile, che permettono agli utenti di utilizzare il telefono cellulare che preferiscono.</p>



<h2 class="wp-block-heading">I RISULTATI</h2>



<p class="wp-block-paragraph">La connessione a Internet è diventata una parte essenziale della nostra vita quotidiana, e la scelta del dispositivo che utilizziamo per accedere alla rete è fondamentale. In questo post, esploreremo i risultati di un sondaggio condotto in tre paesi europei: Germania, Finlandia e Italia. Vedremo come la <strong>libera scelta dei dispositivi</strong> influisce sulla vita degli utenti e quali differenze emergono tra questi paesi.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Germania: legge sulla libertà di scelta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Germania, la <strong>libera scelta dei dispositivi</strong> è stata introdotta per legge il 1° agosto 2016. Questa normativa si applica a tutte le tecnologie di accesso, tra cui fibra ottica, cavo e DSL. Secondo il sondaggio, l’81% degli intervistati considera importante la possibilità di scegliere autonomamente l’apparecchiatura terminale per la propria connessione a banda larga. Solo il 45% preferisce noleggiare un dispositivo dal proprio provider.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Finlandia: pionieri della libertà di scelta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">La Finlandia è stata all’avanguardia nella promozione della <strong>libera scelta dei dispositivi</strong>. Dal 2014, gli utenti finlandesi possono selezionare liberamente il proprio terminale per la connessione a Internet. Il 72% degli intervistati ritiene questa libertà piuttosto o molto importante. La maggioranza (61%) opterebbe nuovamente per un’apparecchiatura propria al momento di cambiare dispositivo, mentre solo il 18% sceglierebbe un apparato fornito dal provider.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Italia: AGCOM e la decisione per la libertà di scelta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Italia, la <strong>libera scelta dei dispositivi</strong> è stata resa possibile grazie a una decisione dell’autorità di regolamentazione AGCOM nel 2018. L’87% degli intervistati considera questa libertà piuttosto o molto importante. Più della metà (52%) prevede di acquistare un’apparecchiatura propria al prossimo cambio, mentre solo il 31% desidera utilizzare il dispositivo offerto dal provider.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Paesi Bassi: la regolamentazione recente</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nei Paesi Bassi, la&nbsp;<strong>libera scelta del dispositivo</strong>&nbsp;per la connessione Internet è stata introdotta tramite regolamento solo di recente, alla fine di gennaio 2022, dall’autorità di regolamentazione ACM. Più di due terzi (il 68%) degli intervistati considerano particolarmente importante questa libertà di scelta. Attualmente, il 35% dei consumatori prevede di acquistare la propria apparecchiatura la prossima volta che la cambia, mentre il 45% opterebbe per un dispositivo fornito dal provider di rete e il 20% è ancora indeciso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Belgio: consultazione pubblica in vista</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Belgio, di regola, non è possibile per la maggior parte degli utenti scegliere autonomamente il dispositivo per la propria connessione a banda larga. Tuttavia, secondo il piano di lavoro per il 2022, l’autorità belga di regolamentazione BIPT prevede di avviare nel primo trimestre una consultazione pubblica sulla&nbsp;<strong>libera scelta delle apparecchiature</strong>&nbsp;per la connessione. Anche in questo caso, una netta maggioranza del 77% considera importante questa libertà. Il 24% utilizza il proprio dispositivo sulla sua connessione se i provider di rete lo rendono possibile, mentre il 62% ha un’apparecchiatura fornita dal provider.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Austria: competenza per la libertà di ccelta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In Austria, l’autorità di regolamentazione RTR ha ottenuto la competenza per consentire ai consumatori la&nbsp;<strong>libera scelta delle apparecchiature</strong>&nbsp;con la nuova legge sulle telecomunicazioni (TKG 2021), entrata in vigore il 1° novembre 2021. Tuttavia, la RTR non ha ancora annunciato alcun piano concreto per la sua realizzazione. Una maggioranza di due terzi (il 67%) considera importante questa libertà. Se avessero la possibilità di scelta, il 40% degli intervistati acquisterebbe la propria apparecchiatura la prossima volta che la deve cambiare, il 30% utilizzerebbe quella del provider e il 25% è ancora indeciso.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Spagna: la prossima volta</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Anche in Spagna, di regola, non è possibile per gli utenti finali scegliere autonomamente il dispositivo per la propria connessione a banda larga. La stragrande maggioranza (l’85%) considera importante la&nbsp;<strong>libera scelta delle apparecchiature</strong>. Attualmente, il 20% degli intervistati utilizza la propria apparecchiatura, mentre il 75% l’ha ottenuta dal provider. Tuttavia, la prossima volta, il 39% opterebbe già per un’apparecchiatura propria se ne avesse la libertà di scelta, mentre il 47% utilizzerebbe il modem del provider.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusioni</h3>



<p class="wp-block-paragraph">In sintesi, la <strong>libera scelta del router</strong> è un diritto che gli utenti dovrebbero esigere. È un passo verso un futuro in cui la connessione a Internet è personalizzata e all’avanguardia. Se vuoi saperne di più, visita la pagina delle <strong>Informazioni attuali</strong> sul sito web della VTKE. In alternativa, puoi leggere il comunicato stampa completo del sondaggio qui.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Fonte: <a href="https://vtke.eu/info-attuali/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Sondaggio VTKE</a> condotto dall’Istituto di ricerche di mercato Kantar nel periodo dal 3 al 7 febbraio 2022. Pannello rappresentativo per ogni paese, età compresa tra 16 e 65 anni</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Per chiarezza: indipendentemente dall’assenza di una regolamentazione vincolante sulla libera scelta delle apparecchiature terminali nei paesi menzionati, i singoli operatori di rete consentono già oggi ai loro clienti di scegliere autonomamente il dispositivo per la propria connessione Internet, o in base alla tecnologia di accesso o in senso assoluto.</em></p>
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		<title>I miei dubbi sulla fibra FTTH di Iliad (video). Il call center farà la differenza</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2022/01/20/i-miei-dubbi-sulla-fibra-ftth-di-iliad-video-il-call-center-fara-la-differenza/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jan 2022 15:55:40 +0000</pubDate>
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<p class="wp-block-paragraph">Iliad ha annunciato l&#8217;ingresso nel mondo della fibra ottica, in collaborazione con Open Fiber, su reti FTTH (fibra ottica in casa, quella vera). Ma sarà tutto rosa e fiori? <strong>Ci sono dubbi in merito al suo ingresso?</strong> Io credo di si ma solo il tempo ci dirà il modo in cui <strong>Iliad </strong>diventerà protagonista in questo settore. Per questo motivo ho deciso di creare un contenuto (<em>chiaramente non sponsorizzato</em>) nel quale avanzo subbi sulla situazione di partenza di questo operatore che, malgrado si avvalga dell&#8217;esperienza fatta nel mercato francese, dovrà necessariamente misurarsi con le normative e le <strong>specificità del mercato italiano</strong>. E le supererà!</p>



<h3 class="wp-block-heading">Iliad è disruptive!</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Iliad si è presentato nel mercato italiano, lato mobile, da ormai qualche anno e con la sua politica commerciale, tanto aggressiva quanto trasparente,<strong> lo ha letteralmente cambiato</strong>. Per via della presenza di Iliad, le Telco nazionali hanno dovuto correre ai ripari per tamponare l&#8217;<strong>emorragia di clienti</strong>, istituendo delle compagnie satellite <strong>virtuali</strong>: dietro <strong>Kena </strong>c&#8217;è Tim, dietro Vodafone troviamo<strong> Ho-Mobile</strong> e alle spalle di <strong>Very Mobile</strong> agisce Windtre. Tutto il settore delle compagnie virtuali ha giovato per questa situazione e questo è indiscutibile. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Sono generalmente diminuiti tutti i prezzi e le offerte da 50 GB adesso ci sembrano anche scarse in termini di quantità. Iliad è stata davvero dirompente!</p>



<h3 class="wp-block-heading">I problemi di Iliad nel mobile</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nessuno credo che sia così stolto da entrare in un difficilissimo mercato com&#8217;è quello delle telecomunicazioni, senza pensare di non commettere errori. <strong>Siamo persone ed errare è parte integrante del successo</strong>. Iliad, ricordo, quando entrò nel mercato aveva qualche piccolo problema: i <strong>corrieri </strong>non consegnavano le SIM (io sono un cliente sfortunato), il <strong>segnale </strong>non prendeva bene, a volte non si ricevevano le <strong>chiamate </strong>(sempre io!), i <strong>ping </strong>erano altissimi. In merito a quest&#8217;ultimo punto lo sono tutt&#8217;ora ma molto meno rispetto che all&#8217;inizio.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Iliad: l&#039;IP francese e una guida al ping e al traceroute" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/Lv9qUAQg1uU?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<h3 class="wp-block-heading">Il provisioning</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Col termine <strong>provisioning </strong>ci si riferisce all&#8217;attivazione di un contratto, dal momento in cui si stipula, fino a quando il cliente riesce ad usare i servizi. Lato mobile non sussistono problemi:<strong> la Box di Iliad è in grado in pochi minuti </strong>di consegnare una SIM funzionante. Ma lato fisso le cose cambiano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Open Fiber dovrà eseguire i lavori e, eventualmente, Iliad dovrà registrare i numero VoIP. Si dovrà anche occupare delle number portability (NP) e seguirne il processo. Sicuramente sapranno gestire il tutto ma gli operatori del call center e le procedure acerbe potrebbero causare dei rallentamenti o intoppi. Nulla di grave, <strong>Iliad ha già dimostrato in passato di avere grande forza di reazione e tanta resilienza</strong>!</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il router è parte del provisioning</strong>. La scelta commerciale in tal senso farà la differenza. Votata sempre alla trasparenza delle proprie offerte e all&#8217;assenza di vincoli, credo che opterà per la consegna di router in comodato d&#8217;uso gratuito con obbligo di riconsegna in caso di recesso/cessazione del contratto. Questo perché se lo facesse pagare a rate imporrebbe un vincolo al futuro cliente. Opterà (per Legge) anche per il <strong>router libero</strong> e qui, spero, che sempre il call center, abbia le capacità per aiutare il cliente a configurare il dispositivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assistenza commerciale</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Lato commerciale c&#8217;è da aspettarsi un&#8217;offerta tanto aggressiva quanto trasparente. Io la posizionerei ad un costo in promozione tra i 10 e 15 Euro (giusto per essere di nuovo disruptive). Senza far pagare il router. Immagino a costi diversi nei prossimi mesi. Non credo ai problemi del cambio di offerta perché, immagino, che quelle iniziali saranno già basse.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Al fine di seguire le politiche commerciali di trasparenza e flessibilità, <strong>mi auguro che non ci sia il vincolo dei 24 mesi e ci possa essere libertà di disdetta in qualsiasi momento</strong>. Senza penali (!).<strong> Insomma, una specie di ricaricabile per il fisso. Sarebbe fantastico.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Non so se attiveranno o meno il VoIP ma, conoscendoli, mi auguro che non facciano differenze nei contratti che lo prevedono o meno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assistenza amministrativa</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Gli operatori del call center dovranno fare confidenza con i <strong>rimborsi </strong>per disservizi tecnici, richieste di <strong>indennizzi</strong>, ritardi di migrazioni, provisioning rallentati, NP fallite e da risottomettere, <strong>traslochi </strong>di linea, rispedizione di router persi per strada o non ritirati dai clienti distratti. Dovranno fare battaglie coi corrieri che non consegnano merce e fatture. Insomma, amici del call center di Iliad, <strong>alzatevi su le maniche che ci sarà da lottare. Ma vincerete, lo so</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Assistenza tecnica</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il focus, inutile dirlo, è ancora rivolto al call center. Individuare la presenza o meno di un guasto e nel caso, indirizzarlo con correttezza ai tecnici di Open Fiber, fa la differenza. Il <strong>troubleshooting </strong>di primo e secondo livello, sono difficili da metter su. Anche le procedure: sono difficili da metter su e da farle evolvere. Auguro a Iliad di aver tecnici di call center pro attivi e le auguro di saper rispondere prontamente ai feed back che le arriveranno.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cosa vorrei da Iliad</h3>



<p class="wp-block-paragraph">C&#8217;è un detto dalle parti mie: <em>come spendo così mangi</em>.<strong> Offerte troppo low cost sacrificano indiscutibilmente la qualità del servizio</strong>. Auguro a Iliad di trovare la giusta misura tra costi e ricavi senza sacrificare il servizio. Che è un servizio fisso il quale in questo periodo di pandemia mondiale, oltre allo svago, consente di poter lavorare da casa.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella scatola delle sorprese, mi piacerebbe tanto (ma tanto), avere una connessione voluta come la <strong>XGS &#8211; PON </strong>che, attenzione, Open Fiber è in grado di dare (<a rel="noreferrer noopener" href="https://openfiber.it/media/comunicati-stampa/open-fiber-10-giga/" target="_blank">leggi il comunicato</a>). Cosa significa? Ben 10 Gbit in download e upload. Sarebbe una lode alla disruptività (si può dire?!?). Se così fosse (oltre a stappare la migliore bottiglia di Champagne), significa dare anche un router dalle caratteristiche tecniche significative. Vedremo (e speriamo).</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il video</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Vi lascio il video che ho postato su <a href="https://www.youtube.com/channel/UCR6dwBYgCVcwWEW3GJNHrcA" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Youtube </a>ricordandovi d iscrivervi al mio <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/channel/UCR6dwBYgCVcwWEW3GJNHrcA" target="_blank">canale</a>, mettere un mi piace e commentarlo in maniera educata.</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="I miei dubbi sulla fibra FTTH di Iliad" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/RCfZyxC-yIE?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>LA NUOVA VODAFONE WI-FI 6 STATION</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2021/10/25/la-nuova-vodafone-wi-fi-6-station/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Oct 2021 08:32:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il router l'ho comprato usato da eBay da un utente privato e subito ho notato un qualcosa che non va: chi ha venduto la Vodafone Wifi 6 station, non l'ha resettata prima della vendita. Questo significa che ha lasciato il proprio account VoIP all'interno dell'apparato. A prescindere dal fatto che il cliente abbia cessato o meno la propria numerazione, è buona norma resettare qualsiasi dispositivo prima di venderlo. ]]></description>
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<p class="wp-block-paragraph">Ero curiosissimo di provare la nuova<strong> Vodafone Wifi 6 station</strong>, il nuovo router della Vodafone caratterizzato principalmente dalla presenza di quel numero 6 che sta ad indicare proprio la presenza a bordo del nuovo<strong> wifi AX</strong>. Questa feature garantisce <strong>migliore stabilità del segnale</strong> e minori lag in fase di comunicazione coi device che, puntualizziamo immediatamente, debbono essere <em>compliant </em>con la nuova tecnologia. Se i device non posseggono il wifi 6 comunque potranno agganciarsi alla Vodafone Station attravero le tipiche frequenze B/G/N o AC.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il router l&#8217;ho comprato usato da eBay da un utente privato e subito ho notato un qualcosa che non va:<strong> chi ha venduto la Vodafone Wifi 6 station, non l&#8217;ha resettata prima della vendita</strong>. Questo significa che ha lasciato il proprio account VoIP all&#8217;interno dell&#8217;apparato. A prescindere dal fatto che il cliente abbia cessato o meno la propria numerazione, è buona norma resettare qualsiasi dispositivo prima di venderlo. Questo perchè, in caso di credenziali voip ancora attive, qualsiasi persona che pervenga in possesso del router, può usarlo con la propria connessione al fine e usare la numerazione esistente ed effettaure traffico telefonica. Tranquilli, io l&#8217;ho resettato immediatamente 🙂</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel momento in cui l&#8217;ho comprato avevo un&#8217;idea precisa in mente: <strong>usare la Vodafone Wi-fi 6 Station con la connettività di un altro operatore </strong>al fine di testare il tutto. In passato ci sono sempre riuscito, facendo navigare, con <a rel="noreferrer noopener" href="https://convergenze.it/it/servizi/internet/fibra" target="_blank">Convergenze</a>, tutti i router che mi sono capitati sotto mano. <em>Con questo router non ci sono riuscito</em>. <strong>L&#8217;ho usato come modem generico</strong> e ho accettato il pop up che mi è comparso che mi informava che la procedura avrebbe invalidato tutti i servizi Vodafone pre-esistenti. Tuttavia non ha funzionato nulla e, credetemi, ho provato tutte le opzioni delle impostazioni. Per dovere di cronaca, io posseggo una mini ONT dalla quale esce un cavo ethernet che entra nella porta WAN del router che, nella VS6, corriponde alla LAN1.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A proposito di porte: possiede la porta fibra, il pulsante reset, 4 Gigabit LAN, due RJ11 a cui collegare i telefoni, e due porte USB. Manca la porta RJ11 DSL; dunque questo router non può essere usato per collegarlo ad una FTTC o una ADSL. <strong>Niente rame!</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Funziona solo in cascata ma mio chiedo: <em>ha senso mettere in cascata la VS6 con un Fritz!Box 7530 ax</em>? La risposta è ovviamente no e per tale motivo non ho proceduto.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le mie indagini si sono quindi indirizzate verso l&#8217;esplorazione della GUI del router (cioè, dell&#8217;interfaccia grafica) notando come essa sia sempice, ben organizzata e che permette di reperire le principali funzioni di amministrazione grazie a pochi semplici click!</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="VODAFONE WI-FI 6 STATION" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/2To2m2If0FM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Fritz!Box 7530Ax</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Sep 2021 08:20:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[AVM mi ha invitato a provare e testare il nuvo Fritz!Box 7530 AX, il modem router di AVM che, rispetto al modello precedente, aggiunge la connettività Wi-Fi 6]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Felicitazioni! AVM mi ha invitato a provare e testare il nuvo <a href="https://amzn.to/3kiDm6s" data-type="URL" data-id="https://amzn.to/3kiDm6s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Fritz!Box 7530 AX</a>, il modem router di AVM che, rispetto al modello precedente, aggiunge la connettività Wi-Fi 6.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>UNBOXING<br></strong>Nella scatola troviamo oltre al router anche in alimentatore, un cavo ethernet cat 5e piatto, un cavo RJ11-Rj45 e due manualetti esplictivi che mostrano molto bene come collegarlo e come configurarlo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ESTETICA</strong>:<br>E&#8217; plasticoso ma è giusto che sia così visto che diversamente il wifi non verrebbe emesso in maniera ottimale. AVM ha lasciato alle spalle il vecchio &#8220;outfit&#8221; e, già da tempo, si affida ad una bella livrea bianca con una banda rossa. Il router arriva coperto dalle plastichine che OCCORRE rimuovere assolutamente al fine di farlo &#8220;respirare&#8221;. Diversamente dal predecessore noto l&#8217;unica modifica estetica ai pulsantini posti sotto i led: quello del wifi e del wps sono piu piccolini. Nulla di più.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In merito alle performance noto, dai primi test effettuati, che <strong>i risultati del 7530AX sono in linea con quelli del 7530</strong>; <strong><span class="has-inline-color has-vivid-red-color">mi riservo quindi si usare questo router per almeno un mese prima di potermi esprimere al meglio</span></strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel frattempo ho realizzato questo video che mostra il modo in cui poter <strong>esportare tutta la configurazione</strong> dal vecchio router e <strong>reinseririla </strong>nel nuovo; in questa maniera vengono conservate tutte le impostazioni (password, nome rete wifi, porte aperte, impostazioni del voip, rubriche, apertura porte, programmazione della gestione del wifi,…).</p>



<p class="wp-block-paragraph">AVM Fritz!Box 7530ax <a href="https://amzn.to/3kiDm6s" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://amzn.to/3kiDm6s</a> <br>AVM FRITZ! Powerline 1260E <a href="https://amzn.to/3nMy4lM" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://amzn.to/3nMy4lM</a> <br>AVM FRITZ!Repeater 1200 <a href="https://amzn.to/3CtnAvR" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://amzn.to/3CtnAvR</a> <br>Mettere in sicurezza un FritzBox <a href="https://youtu.be/G6F6yOdHZCQ" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://youtu.be/G6F6yOdHZCQ</a></p>



<figure class="wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="SONO PASSATO AL FRITZBOX 7530 AX" width="840" height="473" src="https://www.youtube.com/embed/a180Kmujs_U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe>
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		<title>Alessio Martinelli, specialista in fibre ottiche e formatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 03 Sep 2021 07:54:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La storia di Alessio è tutta da ascoltare e rappresenta un esempio di come nulla possa essere scritto in merito al nostro futuro ma, al contrario, ciò che succederà dipenderà non solo dagli eventi che accadranno ma anche da cosa noi facciamo affinché accadano.]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Che bella chiacchierata ho fatto stasera con <strong>Alessio Martinell</strong>i, un &#8220;<em>tecnico formatore e divulgatore, specialista di fibra ottica</em>&#8220;, come gli piace definirsi sul suo sito <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.alessiomartinelli.it" target="_blank">https://www.alessiomartinelli.it</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Alessio è stato per me un<strong> punto di riferimento</strong> durante la mia vita lavorativa: grazie al suo &#8220;<em>linguaggio da strada</em>&#8221; sono riuscito a comprendere il modo col quale trasmettere informazioni ai miei discenti e sempre dal suo linguaggio semplice, ho tratto grande ispirazione per poter inziare il mio percorso di divulgatore.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il suo grande lavoro è culminato anche nell stesura del libro &#8220;<em><a href="https://amzn.to/3mZ0okD">Lavorare con la fibra ottica: Manuale teorico pratico per tecnici, installatori e giuntisti</a></em>&#8221; disponibile su <a rel="noreferrer noopener" href="https://amzn.to/3mZ0okD" target="_blank">Amazon</a>. Ma son sicuro che il suo percorso non culmina affatto con la stesura di un libro ma si protrarrà sicuramente con nuovi progetti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;occasione di poterlo invitare sul mio <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.twitch.tv/francescorenzo" target="_blank">canale Twitch </a>non me la sono lasciata sfuggire: un DM <strong>su Linkedin</strong>, un breve scambio di richieste e l&#8217;appuntamento è stato immediatamente preso. Ascoltandolo per la prima volta durante la diretta, ho potuto comprendere il motivo per il quale andiamo d&#8217;accordo:<strong> attitudine a cercare il cambiamento</strong>, coraggio nel lasciare la propria zona di comfort, la formazione, la divulgazione. Insomma, ci sono tutti i presupposti per un&#8217;intesa che ho ritrovato anche durante la live di oggi.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La storia di Alessio è tutta da ascoltare e rappresenta un esempio di come nulla possa essere scritto in merito al nostro futuro ma, al contrario, ciò che succederà dipenderà non solo dagli eventi che accadranno ma anche da cosa noi facciamo affinché accadano.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Potete ascoltare/vedere la nostra live qui sotto: a breve il video verrà pubblicato anche su <a rel="noreferrer noopener" href="https://www.youtube.com/francescorenzo" target="_blank">youtube</a>.</p>



<figure class="wp-block-embedpress-twitch-block ose-twitch-presentation"><iframe loading="lazy" src="https://player.twitch.tv/?video=1136961210&amp;parent=www.francescorenzo.com" scrolling="no" frameborder="0" allowfullscreen width="600" height="450"></iframe></figure>
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		<title>Open Fiber viaggia a 10 Gigabit!</title>
		<link>https://www.francescorenzo.com/2021/04/01/open-fiber-viaggia-a-10-gigabit/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[FrancescoR]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Apr 2021 04:00:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Open Fiber lancia per gli operatori propri clienti la nuova offerta commerciale, disponibile sull’intera rete nazionale, del servizio di accesso broadband&#160;XGS-PON (10Giga simmetrico), con il quale è possibile raggiungere una velocità in accesso fino a&#160;10 Gbps, ovvero 100 volte 100&#8230; <br /><a class="read-more-button" href="https://www.francescorenzo.com/2021/04/01/open-fiber-viaggia-a-10-gigabit/">Leggi tutto</a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Open Fiber lancia per gli operatori propri clienti la nuova offerta commerciale, disponibile sull’intera rete nazionale, del servizio di accesso broadband&nbsp;<strong>XGS-PON (10Giga simmetrico)</strong>, con il quale è possibile raggiungere una velocità in accesso fino a&nbsp;<strong>10 Gbps</strong>, ovvero 100 volte 100 Mbps.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nuovo servizio prevede l’uso dell’infrastruttura di accesso FTTH di Open Fiber, che è la più estesa sul territorio nazionale, per portare a casa degli italiani una connessione con altissime performance sia in downstream che in upstream.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La prima sperimentazione in campo del servizio risale a oltre due anni fa, quando l’azienda testò con successo questa nuova tecnologia sulla sua rete di Milano. Per la sua introduzione non è stato necessario alcun intervento sulla rete passiva ma semplicemente un aggiornamento del terminale presso il cliente e dell’elettronica nella centrale di Open Fiber già nativamente predisposta per l’avvio del servizio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A supporto di una rete di accesso a così elevate prestazioni, Open Fiber – che è il terzo operatore in Europa per copertura FTTH – ha sviluppato e messo in esercizio un backbone trasmissivo che è tecnologicamente il più avanzato del Paese. Prova ne è il raggiungimento lo scorso anno, degli 800 Gbps per canale ottico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">“Ancora una volta – sottolinea <strong>Simone Bonannini, Direttore Marketing e commerciale Open Fiber</strong> – Open Fiber si conferma campione tecnologico in grado di rispondere ed anticipare le esigenze del mercato della banda ultra larga, dei cittadini, delle imprese e della pubblica amministrazione, per lo sviluppo del Paese e per l’innovazione tecnologica. La scalabilità delle reti realizzate integralmente in fibra ottica è il vero punto di forza della nostra proposta commerciale. Il servizio a 10Gigabit/s è un altro traguardo che si aggiunge ai numerosi già raggiunti dall’azienda e ci permette di aprire nuovi scenari garantendo all’Italia un posto tra i Paesi tecnologicamente più avanzati nello scenario europeo e mondiale”.</p>
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