FRITZ! a IFA 2026: il nuovo FRITZ!Box che cambia tutto, la scommessa sulla sovranità digitale e l’arrivo di SAFENet

Jan Oetjen, CEO di FRITZ!, sul palco dello stand FRITZ! a IFA 2026 Berlino durante la conferenza stampa, con il pubblico che segue in traduzione simultanea

FRITZ! a IFA 2026: il nuovo FRITZ!Box che cambia tutto, la scommessa sulla sovranità digitale e l’arrivo di SAFENet

Berlino, IFA 2026, padiglione 7.2c, stand 111. Sono appena uscito dalla conferenza stampa di Jan Oetjen, CEO di FRITZ!, e sento l’esigenza di mettere in ordine gli appunti a caldo. La giornata ha avuto due livelli di lettura: l’elenco delle novità di prodotto e il registro scelto dal CEO per introdurle, che ha trasformato un classico lancio in una dichiarazione di intenti industriali.

Il messaggio del CEO: sicurezza delle infrastrutture e sovranità digitale europea

Oetjen ha aperto l’intervento affrontando un tema apparentemente distante dal consumer puro: la sicurezza delle infrastrutture di rete e la sovranità digitale europea. Quella che all’inizio sembrava la consueta premessa di rito sulla progettazione e l’assemblaggio in Europa ha presto preso una direzione molto più precisa, rivelandosi come il vero perno della conferenza.

Il ragionamento ha preso le mosse dalla provenienza degli apparati che entrano nelle case e negli uffici europei. Un router non è un semplice elettrodomestico: è il gateway attraverso cui transita l’intero traffico digitale di una famiglia o di una piccola impresa. Se quel dispositivo è compromesso, o se il produttore non offre garanzie trasparenti sul ciclo di vita, sugli aggiornamenti e sulla catena di fornitura, il rischio supera immediatamente i confini domestici e intacca la resilienza dell’infrastruttura nazionale.

Il secondo punto è la fiducia. FRITZ! sviluppa in Germania e produce in Europa, e inserisce questo dato in un discorso più ampio sulla necessità che l’Europa mantenga il controllo su una fetta strategica della propria filiera hardware di rete. È una precisa posizione industriale, con implicazioni concrete per chi acquista, installa e mantiene questi apparati nel lungo periodo.

Il terzo passaggio, forse il più tangibile, riguarda SAFENet (safe-net.tech), l’iniziativa a cui FRITZ! ha aderito insieme a VTKE. L’obiettivo è rafforzare la posizione dei produttori europei di dispositivi di rete e definire uno standard di riferimento per la sicurezza degli apparati domestici. FRITZ! celebra quest’anno 40 anni di attività, con prodotti presenti in oltre 40 Paesi: legare l’anniversario a questo tema è una scelta politica prima ancora che di marketing, e riposiziona l’azienda su un terreno molto più ampio di quello del semplice router domestico.

Sul tema della produzione europea ha preso la parola in fiera anche Gianni Garita, amministratore delegato di FRITZ! per l’Italia, che ha voluto sottolineare il valore industriale della scelta di non delocalizzare: “Tecnicamente è un prodotto ineccepibile e ci teniamo molto perché, come tutti i nostri manufatti, è stato realizzato interamente in Germania”. La questione della sovranità digitale e tecnologica europea è una delle priorità del marchio: “Per noi è una missione. Produrre qui vuol dire dare il meglio del meglio ai nostri clienti”, ha aggiunto Garita.

Il tema italiano ha poi una coda regolatoria che vale la pena riportare. Dal 2018, grazie a una delibera AGCOM, chi acquista un modem può scegliere se tenere quello fornito dal provider o utilizzare un apparato di un produttore terzo. Il punto, sottolineato da Garita, è che quella libertà oggi non si estende ancora pienamente alla fibra: “Questo valeva per l’ADSL. Sulla fibra siamo ancora in sospeso. In queste settimane dovrebbe arrivare una nuova decisione AGCOM e speriamo vada nella direzione giusta”. Un passaggio non secondario, considerando che il modello di business del router libero — quello su cui FRITZ! costruisce buona parte della propria offerta consumer in Europa — dipende esattamente da come verrà scritta questa delibera.

Sul palco è arrivato anche un annuncio proiettato nel futuro: i primi prodotti a marchio FRITZ! basati sullo standard Wi-Fi 8. Oetjen non è entrato nel dettaglio delle specifiche, ma il messaggio è stato limpido: FRITZ! intende essere tra i primi a portare la prossima generazione dello standard sul mercato, replicando la strategia già adottata con successo per il Wi-Fi 7.

C’è poi una novità silenziosa, ma di grande impatto per chi lavora nel settore: la nuova nomenclatura dei modelli FRITZ!Box. Da oggi, il nome del prodotto indica prima il tipo di connessione (Fiber, DSL, Cable, Mobile, WAN) e poi una combinazione numerica che identifica la generazione Wi-Fi e la serie. Rivenditore e cliente finale possono così comprendere a colpo d’occhio la destinazione d’uso del router, senza dover memorizzare i vecchi codici. Il primo modello a inaugurare questa logica è anche quello che ha dominato la conferenza.

I nuovi FRITZ!Box: la generazione che ridisegna il router di casa

FRITZ! ha portato a IFA 2026 tre nuovi router, ciascuno calibrato su uno scenario di connessione specifico. Il più rilevante è il 7-90, che apre una nuova generazione anche sotto il profilo estetico. Gli altri due completano il portafoglio per le connessioni in fibra XGS-PON e mobile 5G.

FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90: il nuovo corso comincia da qui

Il FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90 è il modello che tutti si aspettavano di vedere, quello che dà vero senso all’espressione “nuova generazione”. Il team FRITZ! ha rotto con la continuità estetica mantenuta per anni: l’apparecchio è ora minimalista, con un solo pulsante Connect e un solo LED sulla parte frontale. Tutti i cavi confluiscono in un sistema di gestione interno che li fa sparire alla vista, evitando che il retro si trasformi nel solito groviglio. Il box può essere posizionato in verticale su uno scaffale, a pavimento o a parete; i fori per il montaggio a muro sono pienamente compatibili con quelli del popolarissimo FRITZ!Box 7590, un pensiero per chi deve sostituire un vecchio apparato senza rifare i buchi. Il design è già candidato al German Design Award.

Sul palco lo stesso Oetjen ha voluto sintetizzare così la filosofia del nuovo modello: “Robusto e solido come una roccia. Abbiamo lavorato per renderlo così e penso ci rappresenti bene”. Una frase che, letta insieme al discorso sulla produzione europea e sulla sicurezza, dice più del semplice giudizio sulla scocca.

FRITZ! ha spostato le porte in basso e ha usato la zona alta dell’involucro per collocare tutte le 11 antenne. La propagazione del segnale diventa più uniforme, indipendentemente da dove appoggi il router. All’interno il raffreddamento è completamente passivo, senza ventola, e il consumo medio dichiarato è di soli 12 watt: FRITZ! sostiene che si tratti del modello più efficiente mai sviluppato nella sua classe DSL/fibra.

Sul piano tecnico, il 7-90 copre praticamente ogni scenario di accesso domestico. Supporta la fibra ottica GPON fino a 2,5 Gbit/s e AON fino a 1 Gbit/s, può lavorare con un modem ONT esterno tramite la porta WAN fino a 2,5 Gbit/s e mantiene la compatibilità con la DSL 35b Supervectoring fino a 300 Mbit/s. Il Wi-Fi 7 tri-band raggiunge 12,2 Gbit/s complessivi: 5.760 Mbit/s sui 6 GHz con canale a 320 MHz, 5.760 Mbit/s sui 5 GHz in configurazione 4×4 e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz. Lato cablato, troviamo una porta WAN/LAN da 2,5 Gbit/s, una LAN da 2,5 Gbit/s e due LAN Gigabit, più una porta USB per memorie e stampanti. Come tutti i FRITZ!Box di fascia alta, funziona anche da centralino telefonico (DECT, IP/SIP, una porta analogica) e da hub smart home grazie a DECT ULE e Zigbee integrati. A governare il tutto è il nuovo FRITZ!OS 8.50.

FRITZ!Box 5630 XGS: la porta d’ingresso alla XGS-PON

Il secondo router è il FRITZ!Box 5630 XGS, che va a completare la gamma fibra affiancandosi all’attuale 5690 XGS. È pensato per chi dispone di una connessione XGS-PON e vuole spingersi fino ai 10 Gbit/s, lo scenario tipico degli operatori che stanno portando l’infrastruttura oltre il canonico Gigabit domestico. Sul lato cablato monta una porta WAN/LAN da 10 Gbit/s e tre LAN Gigabit: ha senso soprattutto in configurazioni in cui la banda viene sfruttata intensamente, con dispositivi 10 Gigabit o storage di rete performante. Il Wi-Fi 7 qui è dual-band (5 GHz e 2,4 GHz) in configurazione 2×2, con 2.880 Mbit/s sui 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz. La scelta è coerente con il posizionamento del prodotto, che punta a valorizzare la componente in fibra piuttosto che ambire al titolo di top di gamma Wi-Fi. Mantiene la telefonia DECT, IP/SIP e analogica e supporta la smart home tramite DECT ULE. Per chi ha una XGS-PON e non necessita del modulo DSL, questo è il modello di riferimento più accessibile del catalogo FRITZ!.

FRITZ!Box 6835 5G: connessione mobile con Wi-Fi 7 e alimentazione USB-C

Il terzo router è il FRITZ!Box 6835 5G, che cambia completamente lo scenario di utilizzo. Qui non parliamo di fibra o DSL, ma di rete mobile: si tratta di un router 5G/4G con Wi-Fi 7 integrato, ideale per le zone dove la banda larga fissa non arriva o dove serve una connessione secondaria di backup. Sul 5G raggiunge i 2 Gbit/s in download e 900 Mbit/s in upload, con supporto standalone e non-standalone, carrier aggregation a cinque componenti e MIMO 4×4. Le bande supportate coprono tutte quelle rilevanti sul mercato europeo. Dispone di uno slot per nano-SIM più eSIM, rendendo l’attivazione immediata con qualunque operatore.

Il dettaglio che ha colpito di più è l’alimentazione USB-C: significa che il 6835 5G può essere alimentato tramite un power bank USB-C, aprendo a scenari di mobilità (cantieri, seconde case, eventi, mezzi in movimento) che finora richiedevano soluzioni molto più artigianali. Il Wi-Fi 7 è dual-band 2×2 con 2.880 Mbit/s sui 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz; sul cablato sono presenti una LAN da 2,5 Gbit/s e una Gigabit. Da segnalare la funzione FRITZ! Failsafe: il 6835 può essere collegato a un altro FRITZ!Box per fornire una connessione di backup automatico quando la fibra, il cavo o la DSL vanno giù. Per una piccola impresa è una funzionalità da valutare con grande attenzione.

Gli extender: il FRITZ!Repeater 6700 Pro porta il Wi-Fi 7 quad-band

Sui ripetitori la novità si chiama FRITZ!Repeater 6700 Pro, il top di gamma FRITZ! sul Wi-Fi 7. È un quad-band che lavora contemporaneamente su quattro bande di frequenza: 6 GHz, due bande separate sui 5 GHz (con due unità radio distinte) e 2,4 GHz. La velocità complessiva dichiarata arriva a 18 Gbit/s: 5.760 Mbit/s sui 6 GHz, 5.760 + 5.760 Mbit/s sulle due bande 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz.

La configurazione con due radio separate sulla banda 5 GHz è la caratteristica che merita maggiore attenzione. Permette di dedicare una banda alla comunicazione con il router principale (il cosiddetto “backhaul”) e l’altra ai client finali, evitando così il collo di bottiglia tipico dei mesh mono-radio, dove il ripetitore parla con il router e con i dispositivi sulla stessa frequenza, dimezzando di fatto la banda utile. Sul cablato monta una porta LAN da 10 Gbit/s e una da 2,5 Gbit/s, candidandosi come soluzione seria anche per chi ha bisogno di portare banda Ethernet ad alta velocità in una stanza distante dal router. Funziona con qualunque router wireless dotato di WPS e si integra nel Wi-Fi Mesh FRITZ! adottando in automatico nome e password della rete esistente. L’app FRITZ! WLAN aiuta a trovare il punto ottimale di installazione, che resta, come sempre, la variabile che pesa di più sulla resa reale di un ripetitore.

La smart home: nuovi dispositivi, Matter Bridge e le funzioni di FRITZ!OS 8.50

Sul fronte smart home, FRITZ! porta a IFA 2026 alcune novità che allargano un ecosistema in crescita costante da diversi anni.

Il primo prodotto è la FRITZ!Smart Energy 201, una presa intelligente compatta che si integra alla rete FRITZ! via DECT con crittografia attiva già di serie. Supporta carichi fino a 16 A / 3.680 W, reggendo quindi dispositivi ad alto assorbimento (scaldabagno, condizionatori portatili, elettrodomestici da cucina), e misura in modo puntuale i consumi energetici. Il suo consumo interno resta sotto gli 0,2 W. La si configura dalla FRITZ!App Smart Home o dall’interfaccia del FRITZ!Box, la si controlla da remoto e la si porta dentro Matter (Amazon, Apple, Google) tramite FRITZ!Smart Gateway e FRITZ!Box 5690 Pro. Il lancio sul mercato è previsto per ottobre 2026.

Il secondo prodotto è il FRITZ!Smart Thermo 303, un termostato intelligente per radiatori che si aggiunge al 302 già in catalogo. Cambia il formato: qui è più compatto, pensato per raggiungere valvole in posizioni difficili (angoli, mobili incassati, nicchie strette), un problema banale sulla carta ma frequentissimo nella pratica di chi vive in appartamenti datati. Supporta la programmazione delle fasce di riscaldamento, il preriscaldamento adattivo, il rilevamento delle finestre aperte, la funzione Boost, la protezione antigelo e anticalcare, e il blocco dei pulsanti. Si controlla dall’app, dal FRITZ!Fon, dal FRITZ!Smart Control 440 e via interfaccia FRITZ!Box, anche da remoto. L’alimentazione è garantita da tre batterie a lunga autonomia, con aggiornamenti automatici. In vista dell’inverno, è la novità smart home più concreta del catalogo.

Poi c’è la Matter Bridge del FRITZ!Box 5690 Pro. Permette di esporre tutti i dispositivi FRITZ! Smart Home (e i compatibili di terze parti registrati sul 5690 Pro) verso le reti Matter esistenti come Apple Home, Google Home e Amazon Alexa. Chi ha una casa con dispositivi di marchi diversi può finalmente controllare i dispositivi FRITZ! con l’assistente vocale del proprio hub principale, senza doppioni di app o configurazioni parallele. È il tipo di funzione che fa una differenza enorme dopo qualche mese di uso quotidiano.

Sul software gira il nuovo FRITZ!OS 8.50, l’aggiornamento più corposo dell’anno. Le novità che ho annotato dalla presentazione includono: il filtraggio DNS per bloccare a monte contenuti indesiderati o minacce note, la prioritizzazione automatica del traffico per le applicazioni real-time (chiamate, gaming, videoconferenze), un’estensione di FRITZ! Failsafe che rende più solida la protezione in caso di caduta della connessione, e una Simple Mode per FRITZ!Fon pensata per l’utenza anziana, con chiamate di emergenza automatiche. Aggiornata anche la MyFRITZ!App, che introduce lo Smart Check: una diagnostica intelligente che gira in background sul FRITZ!Box e restituisce all’utente suggerimenti su segnale, posizionamento dei dispositivi e ottimizzazioni della rete. Dall’app si arriva ora anche allo shop, all’assistenza e al chatbot FRITZ!: un dettaglio che semplifica parecchio la vita a chi finora doveva rimbalzare tra sito web e interfaccia del router per risolvere un problema.

Cosa mi porto a casa da questa conferenza

La lettura che mi sento di dare è la seguente: FRITZ! ha presentato prodotti importanti — il 7-90 è oggettivamente il salto generazionale più netto degli ultimi anni — ma ha scelto di raccontarli all’interno di un discorso sulla sicurezza e sulla sovranità digitale che va oltre il singolo device. SAFENet, la produzione europea, la promessa di aggiornamenti a lungo termine e la Matter Bridge sono i tasselli di una strategia che parla di fiducia prima ancora che di prestazioni.

Sui prodotti, aspetto di mettere le mani sul FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90 non appena arriverà in redazione: il design cambia radicalmente e voglio verificare sul campo se il nuovo sistema di antenne e il raffreddamento passivo mantengono le promesse fatte oggi sul palco. Nel frattempo, per chi sta scegliendo un router in questo momento, il catalogo FRITZ! del 2026 si legge finalmente in modo intuitivo: fibra, DSL, cavo, mobile, ciascuno con il suo modello di riferimento. Il vero punto interrogativo, per il mercato italiano, resta la decisione AGCOM sulla libertà del modem in fibra: se andrà nella direzione auspicata da Garita, il 7-90 troverà nel nostro Paese un terreno molto più fertile di quello attuale. Ne riparliamo appena avrò testato il 7-90 sulla mia linea.

I nuovi FRITZ!Box: la generazione che ridisegna il router di casa

FRITZ! ha portato a IFA 2026 tre nuovi router, ciascuno calibrato su uno scenario di connessione specifico. Il più rilevante è il 7-90, che apre una nuova generazione anche sotto il profilo estetico. Gli altri due completano il portafoglio per le connessioni in fibra XGS-PON e mobile 5G.

FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90: il nuovo corso comincia da qui

Il FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90 è il modello che tutti si aspettavano di vedere, quello che dà vero senso all’espressione “nuova generazione”. Il team FRITZ! ha rotto con la continuità estetica mantenuta per anni: l’apparecchio è ora minimalista, con un solo pulsante e un solo LED sulla parte frontale. Tutti i cavi confluiscono in un sistema di gestione interno che li fa sparire alla vista, evitando che il retro si trasformi nel solito groviglio. Il box può essere posizionato in verticale su uno scaffale, a pavimento o a parete; i fori per il montaggio a muro sono pienamente compatibili con quelli del popolarissimo FRITZ!Box 7590, un pensiero per chi deve sostituire un vecchio apparato senza rifare i buchi. Il design è già candidato al German Design Award.

FRITZ! ha spostato le porte in basso e ha usato la zona alta dell’involucro per collocare tutte le 11 antenne. La propagazione del segnale diventa più uniforme, indipendentemente da dove appoggi il router. All’interno il raffreddamento è completamente passivo, senza ventola, e il consumo medio dichiarato è di soli 12 watt: FRITZ! sostiene che si tratti del modello più efficiente mai sviluppato nella sua classe DSL/fibra.

Sul piano tecnico, il 7-90 copre praticamente ogni scenario di accesso domestico. Supporta la fibra ottica GPON fino a 2,5 Gbit/s e AON fino a 1 Gbit/s, può lavorare con un modem ONT esterno tramite la porta WAN fino a 2,5 Gbit/s e mantiene la compatibilità con la DSL 35b Supervectoring fino a 300 Mbit/s. Il Wi-Fi 7 tri-band raggiunge 12,2 Gbit/s complessivi: 5.760 Mbit/s sui 6 GHz con canale a 320 MHz, 5.760 Mbit/s sui 5 GHz in configurazione 4×4 e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz. Lato cablato, troviamo una porta WAN/LAN da 2,5 Gbit/s, una LAN da 2,5 Gbit/s e due LAN Gigabit, più una porta USB per memorie e stampanti. Come tutti i FRITZ!Box di fascia alta, funziona anche da centralino telefonico (DECT, IP/SIP, una porta analogica) e da hub smart home grazie a DECT ULE e Zigbee integrati. A governare il tutto è il nuovo FRITZ!OS 8.50.

FRITZ!Box 5630 XGS: la porta d’ingresso alla XGS-PON

Il secondo router è il FRITZ!Box 5630 XGS, che va a completare la gamma fibra affiancandosi all’attuale 5690 XGS. È pensato per chi dispone di una connessione XGS-PON e vuole spingersi fino ai 10 Gbit/s, lo scenario tipico degli operatori che stanno portando l’infrastruttura oltre il canonico Gigabit domestico. Sul lato cablato monta una porta WAN/LAN da 10 Gbit/s e tre LAN Gigabit: ha senso soprattutto in configurazioni in cui la banda viene sfruttata intensamente, con dispositivi 10 Gigabit o storage di rete performante. Il Wi-Fi 7 qui è dual-band (5 GHz e 2,4 GHz) in configurazione 2×2, con 2.880 Mbit/s sui 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz. La scelta è coerente con il posizionamento del prodotto, che punta a valorizzare la componente in fibra piuttosto che ambire al titolo di top di gamma Wi-Fi. Mantiene la telefonia DECT, IP/SIP e analogica e supporta la smart home tramite DECT ULE. Per chi ha una XGS-PON e non necessita del modulo DSL, questo è il modello di riferimento più accessibile del catalogo FRITZ!.

FRITZ!Box 6835 5G: connessione mobile con Wi-Fi 7 e alimentazione USB-C

Il terzo router è il FRITZ!Box 6835 5G, che cambia completamente lo scenario di utilizzo. Qui non parliamo di fibra o DSL, ma di rete mobile: si tratta di un router 5G/4G con Wi-Fi 7 integrato, ideale per le zone dove la banda larga fissa non arriva o dove serve una connessione secondaria di backup. Sul 5G raggiunge i 2 Gbit/s in download e 900 Mbit/s in upload, con supporto standalone e non-standalone, carrier aggregation a cinque componenti e MIMO 4×4. Le bande supportate coprono tutte quelle rilevanti sul mercato europeo. Dispone di uno slot per nano-SIM più eSIM, rendendo l’attivazione immediata con qualunque operatore.

Il dettaglio che ha colpito di più è l’alimentazione USB-C: significa che il 6835 5G può essere alimentato tramite un power bank USB-C, aprendo a scenari di mobilità (cantieri, seconde case, eventi, mezzi in movimento) che finora richiedevano soluzioni molto più artigianali. Il Wi-Fi 7 è dual-band 2×2 con 2.880 Mbit/s sui 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz; sul cablato sono presenti una LAN da 2,5 Gbit/s e una Gigabit. Da segnalare la funzione FRITZ! Failsafe: il 6835 può essere collegato a un altro FRITZ!Box per fornire una connessione di backup automatico quando la fibra, il cavo o la DSL vanno giù. Per una piccola impresa è una funzionalità da valutare con grande attenzione.

Gli extender: il FRITZ!Repeater 6700 Pro porta il Wi-Fi 7 quad-band

Sui ripetitori la novità si chiama FRITZ!Repeater 6700 Pro, il top di gamma FRITZ! sul Wi-Fi 7. È un quad-band che lavora contemporaneamente su quattro bande di frequenza: 6 GHz, due bande separate sui 5 GHz (con due unità radio distinte) e 2,4 GHz. La velocità complessiva dichiarata arriva a 18 Gbit/s: 5.760 Mbit/s sui 6 GHz, 5.760 + 5.760 Mbit/s sulle due bande 5 GHz e 688 Mbit/s sui 2,4 GHz.

La configurazione con due radio separate sulla banda 5 GHz è la caratteristica che merita maggiore attenzione. Permette di dedicare una banda alla comunicazione con il router principale (il cosiddetto “backhaul”) e l’altra ai client finali, evitando così il collo di bottiglia tipico dei mesh mono-radio, dove il ripetitore parla con il router e con i dispositivi sulla stessa frequenza, dimezzando di fatto la banda utile. Sul cablato monta una porta LAN da 10 Gbit/s e una da 2,5 Gbit/s, candidandosi come soluzione seria anche per chi ha bisogno di portare banda Ethernet ad alta velocità in una stanza distante dal router. Funziona con qualunque router wireless dotato di WPS e si integra nel Wi-Fi Mesh FRITZ! adottando in automatico nome e password della rete esistente. L’app FRITZ! WLAN aiuta a trovare il punto ottimale di installazione, che resta, come sempre, la variabile che pesa di più sulla resa reale di un ripetitore.

La smart home: nuovi dispositivi, Matter Bridge e le funzioni di FRITZ!OS 8.50

Sul fronte smart home, FRITZ! porta a IFA 2026 alcune novità che allargano un ecosistema in crescita costante da diversi anni.

Il primo prodotto è la FRITZ!Smart Energy 201, una presa intelligente compatta che si integra alla rete FRITZ! via DECT con crittografia attiva già di serie. Supporta carichi fino a 16 A / 3.680 W, reggendo quindi dispositivi ad alto assorbimento (scaldabagno, condizionatori portatili, elettrodomestici da cucina), e misura in modo puntuale i consumi energetici. Il suo consumo interno resta sotto gli 0,2 W. La si configura dalla FRITZ!App Smart Home o dall’interfaccia del FRITZ!Box, la si controlla da remoto e la si porta dentro l’ecosistema Matter (Amazon, Apple, Google) tramite FRITZ!Smart Gateway e FRITZ!Box 5690 Pro. Il lancio sul mercato è previsto per ottobre 2026.

Il secondo prodotto è il FRITZ!Smart Thermo 303, un termostato intelligente per radiatori che si aggiunge al 302 già in catalogo. Cambia il formato: qui è più compatto, pensato per raggiungere valvole in posizioni difficili (angoli, mobili incassati, nicchie strette), un problema banale sulla carta ma frequentissimo nella pratica di chi vive in appartamenti datati. Supporta la programmazione delle fasce di riscaldamento, il preriscaldamento adattivo, il rilevamento delle finestre aperte, la funzione Boost, la protezione antigelo e anticalcare, e il blocco dei pulsanti. Si controlla dall’app, dal FRITZ!Fon, dal FRITZ!Smart Control 440 e via interfaccia FRITZ!Box, anche da remoto. L’alimentazione è garantita da tre batterie a lunga autonomia, con aggiornamenti automatici. In vista dell’inverno, è la novità smart home più concreta del catalogo.

Poi c’è la Matter Bridge del FRITZ!Box 5690 Pro. Permette di esporre tutti i dispositivi FRITZ! Smart Home (e i compatibili di terze parti registrati sul 5690 Pro) verso le reti Matter esistenti come Apple Home, Google Home e Amazon Alexa. Chi ha un ecosistema misto può finalmente controllare i dispositivi FRITZ! con l’assistente vocale del proprio hub principale, senza doppioni di app o configurazioni parallele. È il tipo di funzione che, in un ecosistema di casa reale, fa una differenza enorme dopo qualche mese di uso quotidiano.

Sul software gira il nuovo FRITZ!OS 8.50, l’aggiornamento più corposo dell’anno. Le novità che ho annotato dalla presentazione includono: il filtraggio DNS per bloccare a monte contenuti indesiderati o minacce note, la prioritizzazione automatica del traffico per le applicazioni real-time (chiamate, gaming, videoconferenze), un’estensione di FRITZ! Failsafe che rende più solida la protezione in caso di caduta della connessione, e una Simple Mode per FRITZ!Fon pensata per l’utenza anziana, con chiamate di emergenza automatiche. Aggiornata anche la MyFRITZ!App, che introduce lo Smart Check: una diagnostica intelligente che gira in background sul FRITZ!Box e restituisce all’utente suggerimenti su segnale, posizionamento dei dispositivi e ottimizzazioni della rete. Dall’app si arriva ora anche allo shop, all’assistenza e al chatbot FRITZ!: un dettaglio che semplifica parecchio la vita a chi finora doveva rimbalzare tra sito web e interfaccia del router per risolvere un problema.

Cosa mi porto a casa da questa conferenza

La lettura che mi sento di dare è la seguente: FRITZ! ha presentato prodotti importanti — il 7-90 è oggettivamente il salto generazionale più netto degli ultimi anni — ma ha scelto di raccontarli all’interno di un discorso sulla sicurezza e sulla sovranità digitale che va oltre il singolo device. SAFENet, la produzione europea, la promessa di aggiornamenti a lungo termine e la Matter Bridge sono i tasselli di una strategia che parla di fiducia prima ancora che di prestazioni.

Sui prodotti, aspetto di mettere le mani sul FRITZ!Box DSL/Fiber 7-90 non appena arriverà in redazione: il design cambia radicalmente e voglio verificare sul campo se il nuovo sistema di antenne e il raffreddamento passivo mantengono le promesse fatte oggi sul palco. Nel frattempo, per chi sta scegliendo un router in questo momento, il catalogo FRITZ! del 2026 si legge finalmente in modo intuitivo: fibra, DSL, cavo, mobile, ciascuno con il suo modello di riferimento. Ne riparliamo appena avrò testato il 7-90 sulla mia linea.